Battesimo del Signore 13 gennaio - Sito di don Antonello

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Battesimo del Signore 13 gennaio

Liturgia della Parola > Natale
Battesimo del Signore

Abbiamo appena celebrato la solennità della Epifania, Manifestazione del Signore, che ci mostra che Gesù non è venuto nel mondo per starsene nascosto, ma per farsi conoscere: si è manifestato ai pastori, domenica scorsa ai Magi, e oggi si manifesta come Figlio di Dio, nel battesimo avuto da Giovanni Battista. Questa festa chiude il tempo di Natale e da inizio al Tempo ordinario, durante il quale il Signore continuerà a manifestarsi.
Da Giovanni vanno a battezzarsi tutti coloro che si riconoscono peccatori e bisognosi di accogliere il Messia: ma perché Gesù, che è senza peccato, va a ricevere anche Lui il battesimo? Perché vuole assumere fino in fondo la nostra condizione di peccatori, la nostra condizione di uomini, e vuole mostrarci cosa dobbiamo fare per rappacificarci col nostro Creatore. Gesù, Dio umile, si mette in fila con tutti gli altri, per ricevere il battesimo di Giovanni.
Tutto il popolo era in attesa del Messia, purificandosi con il battesimo, e si domandava se fosse Giovanni il Cristo, il Messia. Ma Giovanni rispose a tutti dicendo “Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”.
“Consolate, consolate il mio popolo, – dice Isaia -, … nel deserto preparate la via al Signore”, consolate il popolo perché è finita la sua schiavitù ed è venuto il Salvatore; e subito dopo che Gesù ha ricevuto il battesimo come un semplice uomo, in Lui viene rivelata la sua divinità.
Dopo il battesimo, Gesù prega, cioè entra in intimità con Dio Padre, e nella preghiera fa esperienza di essere abitato dallo Spirito Santo, e tutti sentono la voce del Padre che dice “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Dio si compiace di Gesù prima che inizi la sua missione di amore.
Tutti noi siamo stati educati a compiere delle opere, delle azioni buone, per conquistarci l’affetto, l’amore degli altri; siamo sempre invitati a essere “buoni”: buoni come sacerdoti, buoni come suore, come sposi, a essere buoni genitori …, perché il mondo premia le persone che sono capaci, che riescono; e tante volte pensiamo che Dio ci ama, ci vuole bene, se…, se ci comportiamo decentemente, solo se siamo buoni.
Ma Dio mi ama e mi ha sempre amato, anche nel momento del peccato. Dio mi ama sempre. Dio non mi ama perché sono buono, ma amandomi, se accolgo il suo amore, allora è lui che mi rende buono. Dio si compiace anche di me, non solo di Gesù, ma si compiace di me perché sono il suo capolavoro che Lui ha creato, e, con il mio impegno, posso diventare la sua opera d’arte. Dio mi ama per ciò che sono. Questo non vuol dire che posso vivere nel peccato, perché, tanto, Dio mi ama. No!
Noi non abbiamo ricevuto il battesimo di Giovanni, che era un invito alla conversione, ma abbiamo ricevuto il Battesimo di Gesù, in Spirito Santo e fuoco, “che Dio ha effuso in abbondanza”, e come in Gesù, anche in noi dimora lo Spirito d’Amore, che ci insegna, come dice Paolo, “a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo”.
Viviamo con generosità gli impegni che abbiamo preso al momento del nostro battesimo, e che abbiamo riconfermato ricevendo in dono lo Spirito Santo, al momento della nostra cresima. Con il battesimo, Gesù è stato riconosciuto ufficialmente come il Figlio di Dio; noi, con il nostro battesimo, siamo riconosciuti come veri figli di Dio: comportiamoci da veri figli di Dio, con una vita di amore, di pace e di testimonianza cristiana, diventando veri annunciatori della Salvezza.

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