20 domenica Ordinario - Sito di don Antonello

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20 domenica Ordinario

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario


20 domenica Ordinario

Sembra quasi che questo brano del Vangelo sia in contraddizione con quello in cui abbiamo sempre creduto. Abbiamo sempre sentito, e ci abbiamo creduto, che Gesù sia venuto sulla terra per portare la pace, per ristabilire un rapporto di amicizia che dovevamo avere con Dio e con tutti i nostri fratelli. Infatti, il primo saluto che rivolge ai discepoli, dopo la sua risurrezione è: “Pace a voi!”. Augura la pace!
E invece, oggi, parlando con i suoi discepoli, afferma: “Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, io vi dico, ma la divisione”; infatti l’annuncio della Parola di Dio crea sempre divisione, avversione, e, nonostante il messaggio di pace che noi cristiani cerchiamo di portare, ci sono sempre le guerre in Medio Oriente, in Africa, Asia, America Latina, …, guerre tra le varie religioni che portano alla morte di tanti cristiani e di tante famiglie, e ci sono sempre anche le guerre tra di noi, sia a livello politico che a livello sociale. Siamo sempre in guerra. Gesù  è venuto a portare la pace, solo che il suo messaggio crea divisioni all’interno della umanità, della comunità, all’interno della famiglia, e crea divisione anche tra le religioni, perché spesso la Parola di Dio è rifiutata.
Gesù non è venuto per realizzare una pace umana tra di noi e tra le nazioni, perché questo è un compito che dobbiamo realizzare noi uomini, ma Gesù è “venuto a gettare fuoco sulla terra”, non per bruciarla (abbiamo già tanti incendi che distruggono tutto), ma questo fuoco di cui parla, è quello che si è acceso e che divampa, da quando Lui è salito sulla Croce per amore: il “fuoco” che ha acceso è quello del suo Amore. Se ci lasciamo “bruciare” dal “fuoco” del suo amore, allora realizzeremo veramente la “pace” che Lui è venuto a portare. E la Pace che Lui è venuto a portare è la presenza di Dio Amore nel rapporto tra noi uomini.
La Parola di Dio è rifiutata anche oggi, talvolta anche da noi cristiani con il nostro peccato, e la Parola di Dio è stata sempre rifiutata anche nel passato. Il messaggio annunciato da Gesù è stato rifiutato, come non è stata accolta neppure la parola dei profeti e il messaggio di Geremia.
  Geremia è fedele a Dio, che lo ha inviato al popolo di Israele per annunciare il suo messaggio di condanna del popolo. Geremia è condannato a morte da coloro a cui è inviato, proprio perché denuncia che il popolo è infedele alla Alleanza. In quel periodo di deportazione i profeti di corte predicano vittoria e pace, mentre Geremia profetizza sconfitta e schiavitù, ed è accusato di scoraggiare i soldati e il popolo, e per questo motivo viene condannato a morte, anche se poi si salva. È scomodo presentare e vivere la Parola di Dio. Ma questo è il nostro compito e la nostra missione.
Gesù, per essere fedele alla sua missione, “di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio”. Cerchiamo di restare fedeli a Cristo, accogliendo e vivendo il suo amore anche con i nostri nemici, e prendiamo anche noi la nostra croce di ogni giorno per far ardere nella nostra vita il fuoco dell’Amore di Cristo.

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