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2 sabato Quaresima

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2 sabato Quaresima

Ieri, nella parabola della vigna, abbiamo riflettuto sul fatto che gli affittuari hanno usato violenza nei confronti dei servi, rifiutandoli e uccidendo il figlio del padrone, e il padrone sarebbe potuto intervenire punendoli severamente, ma Dio non è così.
Con questa parabola, Gesù cerca di aiutare Scribi e Farisei, e vuole aiutare anche noi, ad aprire il cuore per vedere diversamente coloro che sbagliano, i peccatori: anche noi siamo chiamati a non giudicarli per il loro sbaglio, ma dobbiamo recuperarli, aiutarli! Dobbiamo avere compassione e misericordiosa nei confronti di chi sbaglia.
Il protagonista di questa parabola (che noi chiamiamo del figliol prodigo) non sono i due figli, ma il protagonista è senz'altro il Padre misericordioso, Dio Padre, che nella sua bontà è sempre disposto a riaccogliere i suoi figli anche quando hanno sperperato metà dei suoi beni con le prostitute. L’unico modo, per Dio, di poter vincere il male che i suoi figli operano, quale è? È quello di riaccoglierci in casa per ristabilire la relazione d’amore, e così poterci guarire!
Tante volte abbiamo l’idea di Dio che è padrone, e invece Gesù propone l'immagine del padre non padrone, ma padre prodigo, generoso, eccessivamente generoso. È un padre che lascia andar via il figlio minore correndo il rischio di perderlo e che, nonostante tutto, lo aspetta tutti i giorni scrutando l'orizzonte. Lo stesso fa con noi: ci aspetta.
È un padre che corre incontro al figlio che ritorna e non gli rinfaccia la sua vita dissoluta. È un padre che fa festa e invita tutti a fare festa per questo figlio perduto che torna alla pienezza della vita, ed esce a convincere il fratello maggiore, che ha il cuore retto ma che è piccolo, perché si offende della generosità di suo padre nei confronti del figlio che lo ha abbandonato, e vuole che anche il figlio maggiore faccia festa perché suo fratello è cambiato.
È questo il padrone della vigna che ancora oggi ci aspetta perché possiamo essere anche noi immagine di Dio Padre, che è amore e misericordia.

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