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Corpus Domini

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
Corpo e Sangue di Gesù

“Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore, se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”, troviamo nel Canto al Vangelo. Oggi ricorre la "Solennità del Corpo e Sangue di Cristo", che noi chiamiamo col nome latino di "Corpus Domini", che richiama l'istituzione dell'Eucaristia, della quale abbiamo il racconto descritto nella seconda lettura, tratta dalla 1Corinzi, e anticipata dal miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, che troviamo nel Vangelo.
"C'erano circa cinquemila uomini... – ci dice il Vangelo -, Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà".
Questo miracolo con il quale Gesù ha sfamato la folla accorsa ad ascoltarlo, in un luogo dove non c'era modo di procurarsi cibo, questo miracolo ci può sembrare di scarso rilievo, se lo confrontiamo all’immenso dono che Gesù ci ha lasciato con il sacramento del suo Corpo e del suo Sangue. Ma non è così. A Gesù interessa l’uomo, sia dal punto di vista fisico, umano, (moltiplicazione dei pani e dei pesci per nutrirli fisicamente), e gli interessa l’uomo dal punto di vista spirituale (il dono del suo Corpo e del suo Sangue come nutrimento spirituale).
All’inizio del brano del Vangelo odierno, troviamo che “Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure”. La malattia, la fame nel mondo, il fatto che spesso non possiamo condurre una vita serena e sicura, non è per colpa di Dio, ma l’atteggiamento di Gesù ci mostra che noi cristiani dobbiamo impegnarci a metterci a servizio delle persone che si trovano in difficoltà. Pensiamo ai tanti bambini che muoiono per la fame e per la guerra, o a tanti adulti che per la fame sono debilitati e quindi sono facile preda di tante malattie. La fame e la povertà esistono nel mondo, e in genere derivano dall’ingiustizia che è presente, derivano da governi tirannici o dallo sfruttamento degli altri. La fame e la povertà si possono superare e vincere, se tutta la comunità entra nel discorso dell’amore, della giustizia e della disponibilità, superando l’egoismo, l’ingiustizia e lo sfruttamento degli altri per i propri interessi economici.
A Gesù interessa l’uomo, dal punto di vista fisico e naturale, ma anche dal punto di vista spirituale: anche superando la povertà e la fame, anche se tutti fossimo in buona salute e avessimo da mangiare a sufficienza, senza doverci preoccupare del domani, dobbiamo pensare anche alla nostra salute spirituale. Gesù moltiplica il pane per la folla, ma questo miracolo è una anticipazione di quell'altro pane che è lui, quello su cui in seguito avrebbe pronunciato le parole che sono al centro della festa di oggi: "Prendete e mangiate, questo è il mio corpo". Nostro nutrimento spirituale.
Perché Gesù ci dà da mangiare il suo corpo? Perché ci dà da bere il suo Sangue? Nessuno di noi può vivere senza mangiare e bere, è un bisogno fondamentale dell’uomo; allora Gesù ci sta dicendo che per vivere davvero, pienamente e felicemente, non dobbiamo nutrirci solo fisicamente del pane, ma, spiritualmente, dobbiamo nutrirci di lui. Mangiare di lui significa riconoscere che lui è il centro della nostra esistenza, e che la nostra vita lontano da lui sarà sempre una vita affamata e assetata, nella quale non troveremo la felicità, anche se abbiamo la salute e siamo pieni di tanti beni.
Il Pane di cui ci nutriamo nella celebrazione eucaristica è il Corpo di Gesù, è Gesù. Venerandolo e nutrendoci del suo Corpo, dobbiamo lasciarci trasformare in lui, dobbiamo diventare quello che mangiamo, dobbiamo diventare anche noi “pane spezzato”, “sangue versato” per tutti i nostri fratelli, dobbiamo diventare Cristo che si dona agli altri.
La Messa inizia veramente nel momento in cui usciamo dalla Chiesa dopo esserci nutriti del Suo Corpo: il pane di cui ci siamo nutriti deve spingerci a sfamare gli altri e a metterci a disposizione per sfamare ogni uomo, nel corpo e nello spirito. Il Pane eucaristico deve trasformarci nell’Amore di Gesù.

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