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Pasqua

“Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?”: è questo l’interrogativo che viene posto a Maria Maddalena dopo che ha incontrato il Signore Risorto. E noi, oggi che celebriamo la Pasqua, che celebriamo il Cristo Risorto, che cosa vediamo in questa solennità che è il centro della nostra vita cristiana?
Il giorno di Natale siamo stati illuminati da una cometa che ha rischiarato le tenebre che erano presenti nella umanità a causa del peccato e della nostra lontananza da Dio, e oggi, giorno di Pasqua, risplende la luce di Cristo Risorto che ci offre la possibilità di una nuova vita, vicini a Dio e lontani dal male.
Certamente non è facile credere che Gesù sia risorto dai morti, che abbia sconfitto la morte e ci offra la possibilità di vivere da risorti già in questa terra, nell’attesa di vivere la vera risurrezione finale in unione con Dio. Nel muro di un cimitero avevo letto, scritto in grande, “Noi no risorgeremo mai”. È molto difficile credere nella risurrezione di Cristo e nella nostra risurrezione.
Anche Maria Maddalena non lo aveva compreso, e quando vide che era stata tolta la pietra dal sepolcro, era fuggita convinta che qualcuno avesse portato via il corpo del Signore; anche Pietro, alla notizia che Gesù era risorto, resta perplesso. L’unico che credette è stato Giovanni, che “vide e credette”. Noi, crediamo che Gesù è risorto, che è presente, vicino a noi, anche se non lo vediamo fisicamente?
Venerdì abbiamo vissuto la morte di Gesù: è stato trafitto, ha versato il suo sangue, è morto sulla croce e il suo corpo è stato adagiato nel sepolcro. Tutto sembrava finito, si erano rassegnati, e l’unico conforto che restava a Maria e ai discepoli era quello di rendere omaggio al suo sepolcro e di vivere di bei ricordi. Ma succede qualcosa di nuovo, perché “vedono” il Signore, anche se in quel giorno non lo hanno visto fisicamente. Che cosa hanno visto? Hanno visto solo la pietra caduta, i teli e il sudario da una parte, ma in quel giorno non lo hanno visto. Eppure, hanno creduto.
Sono stati invasi dalla gioia nuova che Gesù era vivo ed era ancora con loro. Non era finito tutto. Non era morta la speranza. “Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa”: deve essere questa la nostra certezza, perché possiamo affermare anche noi “Si, ne siamo certi: Cristo è davvero Risorto”, e possiamo affermarlo con una vita di amore, di pace, di servizio, con una vita piena di speranza e di certezza che riusciremo anche noi a vivere da risorti, da persone nuove che annunciano e proclamano l’Amore e la misericordia di Dio.
Trasformiamo completamente la nostra vita, vivendo le parole che ci indica Paolo: se vogliamo essere veramente risorti con Cristo, “cercate le cose di lassù, …, rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra”.
Guardando la nostra vita, la gente “vede” che il Signore è veramente risorto? Vede che il Signore è veramente risorto solo se abbiamo una vita di speranza, di amore, di pace e di bontà. “Sono risorto, e sono sempre con te”.

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