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4 domenica Quaresima

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4 domenica di Quaresima


Domenica scorsa, con l'episodio della samaritana, abbiamo esaminato il tema dell'acqua: Gesù è l'acqua che disseta la sete spirituale di ciascuno di noi. Oggi, nell'antifona di ingresso troviamo queste parole "Rallegrati Gerusalemme, e voi tutti che l'amate riunitevi. Esultate e gioite voi che eravate nella tristezza. Saziatevi della abbondanza della vostra consolazione": l'invito della Chiesa è quello di rallegrarci, di esultare, di avere la gioia. Questo è in riferimento al tema di oggi. Domenica scorsa, il tema dell'acqua (Gesù è l'acqua che disseta la sete di ogni uomo), e il tema che ci viene presentato oggi è quello di Gesù che è la Luce dell'umanità, la Luce per ciascuno di noi.
Gesù incontra uno che è cieco nato, mendicante, cioè una persona insignificante in mezzo al popolo ebreo, che non poteva dare nulla di valido. Gesù, che cosa fa? Come è il suo solito, si ferma e va verso chi soffre. Va subito verso questa persona che è insignificante, e si ferma da lui, facendogli due doni: il dono della vista umana (da quel momento può vedere, lui che non aveva mai visto nulla) e il dono della vista spirituale. Gesù per questo cieco, diventa luce fisica e anche Luce spirituale nel suo cuore. "Io sono la luce del mondo. Chi segue me avrà la luce della vita". Gesù è la nostra Luce. Gesù è la luce di ogni persona che lo incontra, che lo ascolta e cerca di seguirlo.
Paolo, nel brano della Lettera agli Efesini, ci dice: "Fratelli, un tempo eravate tenebra" (tutti quanti noi un tempo eravamo tenebra, perché in me noi c'era il peccato, e anche oggi noi siamo tenebra, nel nostro cuore c'è il buio, quando c'è il peccato, quando c'è il male, quando siamo lontani da Dio e da Gesù. Paolo continua dicendo "ora siete luce nel Signore". Incontrandoci con il Signore, stando con lui, anche noi siamo luce che illumina le tenebre che sono presenti nella nostra famiglia, nella nostra comunità e nella nostra società. Anche noi, comportandoci come i figli della luce, diventiamo luce per gli altri. Allora, siamo invitati a svegliarci dal sonno in cui ci troviamo: "Svegliati tu che dormi. Risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà". Dobbiamo risorgere dai morti, dalle tenebre; dobbiamo allontanarci dall'errore, dal peccato, dalle tenebre del male che è presente in ciascuno di noi. Allora il Signore ci illuminerà e diventerà Luce per tutti noi.
Potremmo essere luce per gli altri, come questo cieco, che ha avuto il dono della luce fisica e il dono della luce spirituale, sapendo riconoscere in Gesù, che lo aveva guarito, il Figlio di Dio, sapendo vedere in lui la vera Luce, tanto da esclamare "Credo, Signore"; e si prostrò dinanzi a lui. E diventa discepolo del Signore, seguace della sua parola e testimone dell'amore di Dio e di Cristo per tutta l'umanità.
Cerchiamo di prendere Gesù come l'acqua che ci disseta (samaritana) e cerchiamo di prendere Gesù come la Luce per le tenebre del nostro cuore: allora anche noi nella nostra vita quotidiana riusciremo ad essere acqua che disseta, e riusciremo a essere luce che illumina le tenebre, nell'ambiente in cui il Signore ha messo ciascuno di noi. Con quest'acqua e con la luce di Cristo, celebreremo veramente la Risurrezione, la vita nuova di Cristo, e la risurrezione, la vita nuova di ciascuno di noi che si riempie sempre più della presenza del Signore.

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