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2 domenica Quaresima

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2 domenica di Quaresima


Nelle Sacre Scritture, la montagna è sempre presentata come il luogo della rivelazione e dell’incontro con Dio: Abramo aveva fatto esperienza di Dio Misericordia, quando aveva portato sul monte suo figlio Isacco per offrirlo in sacrificio, Mosè era disceso trasfigurato dal Monte Sinai, chiamato Oreb, dopo che si era incontrato con Dio per le Tavole della Legge, e anche Elia si era incontrato con Dio sul Monte Oreb, prima di tornare a Lui su un carro di fuoco.
Alcune domeniche fa abbiamo contemplato Gesù sul Monte delle Beatitudini, quando nel suo dialogo ci offre gli elementi da vivere per poter essere in unione con Dio Padre, (beati i poveri in spirito, i misericordiosi, …) e domenica scorsa ci è stato presentato Gesù nel deserto, sul monte delle Tentazioni, quando vince le tentazioni al male, restando fedele perché è illuminato dalla parola di Dio.
Al termine di questo Tempo di Quaresima ci verrà presentato anche un altro monte, il Calvario, il Golgota, sul quale salirà Gesù con la sua Croce, per offrirsi al Padre e a ciascuno di noi, e oggi il Vangelo ci presenta anche un altro monte, il Monte Tabor, dove Gesù, in preghiera con Dio Padre, verrà trasfigurato: “e fu trasfigurato davanti a loro (che sono Pietro, Giacomo e Giovanni): il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce”. Sul suo volto umano, per brevi istanti risplende la luce abbagliante della Pasqua, ma prima della Pasqua di Resurrezione deve salire sul Golgota, esperienza di dolore che sconvolgerà i discepoli. La croce e la morte sconvolgono anche noi.
In questa Quaresima, vogliamo incontrarci con Dio? Allora anche noi dobbiamo “salire sul monte”, lontani dalle realtà umane, per poter sperimentare la presenza di Dio: saliamo sul Monte delle Beatitudini, ascoltando e vivendo l’insegnamento di Gesù, saliamo anche noi sul Calvario, insieme a Gesù, portando la nostra croce, uniamoci a Pietro, Giacomo e Giovanni sul Monte Tabor, per entrare in preghiera assieme al Signore. Solo salendo sul “Monte” sperimenteremo la presenza di Dio.
Anche a noi Dio chiede di abbandonare tutto, come lo ha chiesto ad Abramo: “Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela …, verso la terra che io ti indicherò”. Come ha fatto Abramo, anche noi dobbiamo seguire questa proposta che Dio ci rivolge: dobbiamo abbandonare la nostra “terra”: cioè, dobbiamo abbandonare le cose umane a cui siamo legati, dobbiamo abbandonare la nostra vita piena di giudizi sugli altri, dobbiamo abbandonare il nostro odio e la nostra vendetta. Solo così avverrà in noi la conversione, e sperimenteremo Dio Padre che è Amore e Misericordia.
Per fare questo incontriamo tante difficoltà: spesso non riusciamo a perdonare, ad amare continuamente gli altri, non sempre siamo fedeli alla vocazione alla santità e non sempre annunciamo il Vangelo con la nostra vita. S. Paolo, esorta Timoteo, suo fedele collaboratore, e lo esorta a resistere nella lotta, per l'annuncio del Vangelo. Non scoraggiamoci per i nostri insuccessi, ma cerchiamo anche noi di salire “sul monte”, per fare viva esperienza di Dio.
In questa seconda domenica di Quaresima il Vangelo, mostrandoci la Trasfigurazione di Gesù, che ci mostra un assaggio della Gloria di Dio, questa domenica ci presenta quella che sarà la nostra condizione finale. Quando abbiamo ricevuto il Battesimo, anche noi siamo stati “trasfigurati” in Dio. Specialmente in questo Tempo di Quaresima siamo chiamati a liberarci dai peccati che, nella nostra vita terrena, non ci fanno essere dei veri figli di Dio.
Saliamo su Monte, orientati verso il Regno dei cieli e non verso le realtà umane. “Aprici all’ascolto del tuo Figlio, perché accettando nella nostra vita il mistero della Croce, possiamo entrare nel tuo Regno”. “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”, ha annunciato la voce di Dio dalla nube. Ascoltiamo e seguiamo Cristo.
“Il tuo volto io cerco, o Signore. Non nascondermi il tuo volto”.

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