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5 di Pasqua

Liturgia della Parola > Pasqua
5.a domenica di Pasqua

San Giovanni, nel brano dell’Apocalisse, ci dice "Io Giovanni vidi un cielo nuovo e una terra nuova": è questo il risultato della Pasqua, della Risurrezione di Gesù Cristo. Per tutti noi, per il mondo intero, si apre una nuova realtà: nel cuore di ciascuno di noi viene creata una realtà nuova. La realtà di male, di peccato, che era presente nella nostra vita, non c'è più, perché la Risurrezione di Cristo ci ha dato la possibilità di essere nuovi. "Colui che sedeva sul trono disse "ecco, io faccio nuove tutte le cose"".
La Risurrezione di Cristo ci ha rinnovati, rendendoci delle persone che hanno la possibilità di avere una vita nuova con Dio: una vita di pace e di amore. Il brano del Vangelo ci presenta Gesù nel Cenacolo quando viene tradito da Giuda che esce dal Cenacolo per andare a vendere il suo Maestro ai Sommi Sacerdoti, e Gesù da il comandamento principale che tutti noi siamo invitati a osservare e a mettere in pratica nella nostra vita. "Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri": vogliamo essere seguaci di Gesù? Vogliamo veramente che la Risurrezione abbia effetto e sia valida in ciascuno di noi? Allora dobbiamo cambiare completamente la nostra vita, facendo in modo che ciascuno di noi ci sia l'Amore. Gesù continua: "vi do un comandamento nuovo: come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri". Sentiamo parlare spesso di amore, e tante volte cerchiamo di vivere di amore, magari facciamo qualche gesto di carità verso gli altri, cerchiamo di essere disponibili quando qualcuno ha bisogno, e questo è giustissimo che lo facciamo, però l'amore di cui parla Gesù e che lui ci ha dimostrato, è qualcosa di più profondo, che non un semplice gesto di carità.
L'amore di Gesù Cristo per noi è stato un amore totale, in cui ha saputo rinunciare completamente a se stesso, alla sua vita, per essere un dono per ciascuno di noi. Anche noi siamo invitati a fare questo. Non siamo invitati a fare semplicemente dei gesti di carità, anche questo, ma Gesù con il suo atteggiamento ci invita ad essere anche noi un "dono" di amore per gli altri, come Lui, che ha offerto la sua vita per la nostra salvezza. Abbiamo gli altri? Allora dobbiamo essere disposti ad offrire la nostra vita per gli altri. È questo il vero amore. Gesù ci ha insegnato questo. Non basta l'offerta che facciamo agli altri, togliendo qualcosa dal nostro portafoglio. Il gesto principale dell'amore è che dobbiamo offrire noi stessi, la nostra vita, per gli altri. È questo il vero amore!
Tutto questo porta sofferenza, perché rinunciare a se stessi porta molto dolore; però, la sofferenza è essenziale perché possiamo crescere sempre più in un rapporto di Amore con Dio Padre. Paolo e Barnaba dicevano "dobbiamo entrare nel Regno di Dio attraverso molte tribolazioni", ed essere disposti a offrire la propria vita per gli altri è una grande tribolazione, però è la strada per entrare nel Regno di Dio.
Viviamo questo comandamento dell'Amore non con semplici e superficiali gesti di carità, ma che sono segno del grande dono che vogliamo fare agli altri: il dono di offrire noi stessi, per essere salvezza per tutti gli altri, offrendo l'amore, la misericordia e la pace di Dio.

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