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6 domenica Ordinario

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6 domenica Ordinario

Il punto centrale della vita di ogni uomo è che Cristo è Risorto: è questa la realtà della nostra fede. Se Cristo è risorto, e noi ne siamo certi, allora possiamo esclamare con tutta quanta la nostra vita "Benedetto l'uomo che confida nel Signore", come ci dice il profeta Geremia. È benedetto l'uomo che pone Gesù Cristo come base, come fondamento di tutta quanta la sua vita; è benedetto l'uomo che ha fiducia solamente nel Signore!
Purtroppo oggi l'uomo pone fiducia in tante altre realtà, in tante cose umane e materiali: pone la fiducia nel successo, nel benessere, nella politica, nel saper emergere nei confronti degli altri, e raramente oggi l'uomo pone la sua fiducia nel Signore Risorto. Sono tremende le parole di Geremia che ci dice: "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, e pone nella carne il suo sostegno". Questo è un richiamo fortissimo per tutti noi. Siamo invitati, oggi, a porre la nostra fiducia nel Signore, solamente in Dio, solamente in Gesù Cristo, in questo Cristo che è Risorto dai morti, che ha sconfitto il male e la morte, ed è la primizia di coloro che sono morti, perché tutti quanti noi alla fine della nostra vita, risorgeremo dai morti, trionfando sul male e sulla morte. Ma questo avverrà nella misura in cui confidiamo nel Signore, cercando di avere sempre un rapporto di fiducia totale nei confronti di Cristo.
Avere questo rapporto di intimità profonda con il Signore, non ci cambia la vita, non ci fa diventare più ricchi, non ci fa diventare più sani, però, , se siamo inseriti pienamente in Cristo, i nostri limiti, i nostri difetti, i nostri problemi, le nostre miserie umane, sono vissute in un altro modo.
Le Beatitudini sono controcorrente, perché la mentalità odierna è completamente all'opposto: l'uomo oggi dice: Beati i ricchi, Beati quelli che sono sazi, Beati quelli che ora ridono, che sono contenti, Beati gli uomini che sono stimati e benvoluti, mentre il discorso che fa Gesù è "Guai a voi ricchi, guai a voi che ora siete sazi, guai a voi che ora ridete, guai a voi quando tutti gli uomini diranno bene di voi: allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti". La vicinanza con Gesù, non è che da poveri ci fa diventare ricchi, ma la presenza al nostro fianco di Gesù, ci fa vivere in un altro modo la nostra esperienza di sofferenza. Non dobbiamo mai dimenticarci che Gesù Cristo è stato il primo che è stato povero, che ha avuto fame, che ha pianto, che ha sofferto per la nostra salvezza, ed è Risorto, affrontando con coraggio e con impegno queste "miserie" della sua vita: sono state miserie che lo hanno portato a una vicinanza totale con Dio suo Padre.
Cerchiamo di saperci liberare dalle cose umane e materiali in cui confidiamo, per avere sempre totalmente ed esclusivamente fiducia nel Signore, il quale non ci assicura una vita diversa da quella che stiamo vivendo, ma che ci assicura la possibilità di una nuova vita, in cui saremo tutti quanti "sazi" nel nostro cuore, in cui avremo la gioia, in cui avremo la felicità, perché entreremo in pienezza nel Regno di Dio.

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