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3 domenica Quaresima

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3 domenica di Quaresima


Nella terza, quarta e quinta domenica di Quaresima, il Vangelo non è quello di Matteo, ma leggiamo tre brani di Giovanni, piuttosto impegnativi: quello della Samaritana, che è il brano di questa domenica, dove Gesù si presenta come l’acqua viva, poi, domenica prossima, con l’episodio della guarigione del cieco nato, ci viene presentato il tema di Gesù che è la luce, per concludere la quinta domenica col tema di Gesù che è la vita, presentato attraverso la risurrezione di Lazzaro.
In questo cammino quaresimale siamo stati invitati ad entrare anche noi nel deserto, dove Gesù ha vinto le tentazioni, e il deserto è la situazione in cui facciamo esperienza di essere soli e fragili, lontani dalle realtà umane, e in questo modo scopriamo la grandezza e la bontà di Dio, e riusciamo a vincere il fascino del male, come ha fatto Gesù nelle tentazioni, e in questo cammino siamo stati portati anche noi sul Monte Tabor dove abbiamo sperimentato la bellezza e lo splendore del volto di Dio in Gesù trasfigurato, che ci apre anche alla nostra Pasqua.
Oggi, in questa terza domenica di Quaresima, la liturgia ci fa sostare presso un pozzo, il pozzo costruito da Giacobbe, e il pozzo è la fonte da cui ricaviamo l’acqua. Tante volte, Dio, nella Sacra Scrittura, è definito come la fonte d'acqua viva a cui tutti quanti vanno a dissetarsi, ad abbeverarsi. Tutti quanti abbiamo sete, non solo dell’acqua da bere con la nostra bocca, ma, nel nostro cuore, abbiamo sete di un’acqua viva che ci ristori e ci dia forza in mezzo ai tanti problemi e difficoltà in cui ci troviamo. Abbiamo sete di pace, di serenità, di amore. Abbiamo sete di Dio.
Il brano del Vangelo ci fa partecipare all’incontro di Gesù con una donna samaritana che va al pozzo di Sicar ad attingere dell’acqua, come faceva ogni giorno. È una donna chiusa, che non ha grandi principi morali (aveva avuto vari mariti), ma è una donna che, anche se chiusa, è disponibile alla ricerca della verità. Gesù inizia un dialogo profondo con questa donna, e le chiede “Dammi da bere”: Gesù, seduto al pozzo, domanda, chiede dell’acqua, e, subito dopo aver chiesto, propone la sua salvezza; infatti si manifesta come la fonte dell’acqua viva: “Chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno”. Gesù è la vera acqua che ci disseta.
Pian piano questa donna abbandona la sua diffidenza, e Gesù, per lei che era samaritana, non è più uno straniero e un nemico (i samaritani erano avversari dei giudei), ma in Gesù, che le chiede dell’acqua da bere, lei scopre il pozzo dell’acqua viva, e questa samaritana accoglie Dio, vera acqua, e lo accoglie nel suo cuore, a differenza del popolo ebreo che nel deserto aveva accolto solo l’acqua di Massa e Merìba per dissetarsi, e non aveva accolto la vera acqua, che è Dio. Il Signore è l’acqua che ci disseta veramente.
Ora che ha scoperto la vera acqua, che lei inconsciamente stava sempre cercando, andando a prendere l’acqua al pozzo, ora la sua anfora per prendere l’acqua non le serve più e “lasciò la sua anfora, andò in citta e disse alla gente ‘ Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia Lui il Cristo? ’”. Abbandona la sua anfora che non le serve più a contenere la fonte d’acqua viva che ormai zampilla nel suo cuore. Quell’acqua zampillante nel suo cuore non è altro che l'amore di Dio che Gesù ci rivela e che è «riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato», come ci dice Paolo (Rm 5,5).  Ha incontrato un Dio, che domanda per poter donare, ha incontrato un Dio che si fa mendicante per colmarci della vera vita.
Dacci acqua da bere, o Signore: il cammino del deserto è ancora lungo e la nostra vita è come terra riarsa. Fa’ sgorgare una fonte nel nostro cuore, o Signore, perché in essa zampilli la vita. Riversa in noi, o Signore, l’acqua del tuo Spirito perché possiamo adorarti nella verità della nostra esistenza.

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