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3 giovedì Quaresima

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3 giovedì Quaresima

Nel nostro cammino quaresimale, oggi, il brano del Vangelo ci presenta il tema dell’incredulità, ma di una incredulità che sembra assurda: Gesù scaccia un demonio muto che possedeva una persona, Gesù opera per il bene dell’uomo, agisce per ridonare la parola a una persona muta che sperimenta la solitudine e non è capace di comunicare e di entrare in relazione con gli altri, e il gesto che Gesù compie viene maliziosamente attribuito a Beelzebùl, il capo dei demoni: è opera di Beelzebùl!
Veramente non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire! Quando uno non vuol credere, chiude il proprio cuore, e anche se risuscitassero i morti, non succederebbe niente! Ricordiamo il ricco epulone che chiede di mandare dai suoi fratelli, per convertirsi, dei morti risorti. Anche se risuscitassero i morti, non succederebbe nulla. Pur di non mettersi in gioco, pur di non rivedere le proprie convinzioni, per non convertirsi e cambiare vita, si troverebbero motivi, scusanti, giustificazioni! Non è opera di Dio, ma di Beelzebùl!
Quando siamo irrigiditi nelle nostre convinzioni, anche convinzioni religiose, neghiamo anche le cose più evidenti, come alcuni hanno fatto quando Gesù ha liberato questa persona dal demonio muto, e come facevano gli scribi e i farisei che erano rinchiusi nella loro religiosità che era piena di decreti e di osservanze, ma che chiudeva il loro cuore alla legge dell’amore.
Gesù, visto l’accusa che gli rivolgono che il demonio è stato scacciato per opera del capo dei demoni, e non da parte di Dio, chiede: perché il male, il demonio, dovrebbe mettersi a cacciare il male? Chi libera dal male non è il demonio, ma è Dio che ci libera dal male.
Dobbiamo aprire il nostro cuore ed essere sempre docili, sempre disponibili al cambiamento e alle novità che sono ispirate da Dio. Cresciamo nella nostra fiducia, nella nostra fede in Dio, e togliamo dal nostro cuore e dalla nostra mente tutte le obiezioni che ci impediscono di fidarci. Fidiamoci del Signore con un cuore onesto, senza nasconderci dietro il muro dei nostri pregiudizi.


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