31 domenica Ordinario - Sito di don Antonello

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31 domenica Ordinario

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
31 domenica Ordinario

Mi colpisce profondamente l’espressione che Gesù ha rivolto a Zaccheo, quando era salito sul sicomoro per poterlo vedere, al quale dice: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”.
Gesù si trova a Gerico, e a Gerico c’era la dogana dove bisognava passare per essere controllati. Zaccheo era il capo di quelli che controllavano, e, come tutti i doganieri, era considerato un traditore perché era al servizio dei romani che opprimevano il popolo ebreo, e, inoltre, estorceva alla gente più di quello che dovevano pagare. Anche oggi, anche se non sono doganieri, ci sono tante persone che estorcono agli altri e che prendono quello che non è loro dovuto. Spero che non lo siamo anche noi. La gente, in Zaccheo, vede un delinquente, mentre Dio, in Zaccheo che è un peccatore, vede uno che può diventare santo, vede uno che può essere una persona nuova, come tutti noi possiamo messere delle persone nuove.
Anche oggi la Liturgia ci mostra l’amore, la misericordia di Dio verso l’uomo, già dal brano della Sapienza che, parlando di Dio dice: “Hai compassione di tutti”, […], “Tu infatti ami tutte le cose”, […], “Tu sei indulgente con tutte le cose”, e anche Paolo ci esorta a vivere con impegno la nostra vita e prepararci nella santità a incontrare il Signore che viene.
Penso che tutti noi siamo come Zaccheo. Zaccheo sa che deve passare il Signore, del quale ha sentito parlare, e lo vuole vedere, forse, inizialmente, solo per curiosità. È basso come statura e, a causa della molta gente non riesce a vederlo e sale sul sicomoro. Anche noi siamo bassi, non come statura, ma non riusciamo a vedere Gesù perché il nostro sguardo è limitato dai nostri peccati e lo rivolgiamo prevalentemente alle realtà umane, e anche se vogliamo vedere Gesù, non ci riusciamo e stiamo sempre lontani da Lui. Per convertirci, il primo passo che dobbiamo fare è desiderare di vedere Gesù, desiderio che forse abbiamo.
Facciamo come Zaccheo che per vedere Gesù si è saputo allontanare dalle realtà umane che lo condizionavano ed è salito più in alto, sul sicomoro, dove ha ricevuto la chiamata dal Signore che lo ha invitato a scendere per accoglierlo nella sua casa. E Zaccheo ha risposto alla chiamata che aveva ricevuto e ha accolto Gesù a casa sua.
Saliamo anche noi sul sicomoro, sulle tante occasioni della nostra vita che ci danno la possibilità di vedere e di farci vedere dal Signore, che, come ha chiamato Zaccheo, allora inviterà anche ciascuno di noi ad accoglierlo nel nostro cuore: rispondiamo a questa chiamata che il Signore, anche oggi, rivolge a tutti noi. Scendiamo dall’alto delle nostre capacità e viviamo Cristo nel nostro mondo.
Quando Zaccheo si incontra veramente con Gesù, non sul sicomoro dove lo vede solamente, ma accogliendolo nella sua casa, nel suo cuore, allora la sua vita cambia e promette di restituire agli altri quattro volte più di quello che aveva rubato. L’essersi incontrato con Gesù è stato la sua salvezza e ha cambiato la sua vita: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza”. Facciamo in modo che questo, il Signore possa dirlo anche per ciascuno di noi: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza”.
Anche se siamo ancora peccatori, per tutti noi si può aprire la strada della salvezza e della santità. Accogliamo Dio nel nostro cuore per condividere i beni della terra e i beni del cielo.

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