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31 domenica Ordinario

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31 domenica Ordinario

La Liturgia oggi ci propone il tema della misericordia di Dio, che è introdotto dalle parole del libro della Sapienza, 1.a lettura, che, parlando di Dio, ci riferisce queste parole: “Hai compassione di tutti, …, chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, aspettando il loro pentimento”, “Tu ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato”, e, continua “Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue, Signore, amante della vita”.
Dio ha fiducia che ogni uomo, ha fiducia che anche noi possiamo compiere del bene, anche se siamo peccatori; ha compassione di noi, e attende, aspetta la nostra conversione, Dio è un padre buono che è sicuro che da parte di ogni uomo e di ciascuno di noi ci sia la possibilità di un nuovo inizio. Il Signore è amante della vita, e tutto quello che è morte, che è male, non è opera di Dio. E a poco a poco ci corregge, anche attraverso tanti avvenimenti tristi e dolorosi della nostra vita, ci corregge perché possiamo credere sempre più in lui.
Anche Gesù, nel Vangelo, ci presenta l’immagine della misericordia di Dio, ma questa immagine di Dio che è misericordia, è rifiutata dalla gente, e, nell’episodio di Zaccheo, la gente mormora perché Gesù è entrato nella casa di un peccatore.
A Gerico c’era la dogana, dove si passava per essere controllati, e Zaccheo era il capo dei controllori, ed era considerato peccatore, come i doganieri del periodo, per le varie estorsioni che faceva e perché era considerato un traditore del popolo, in quanto era al servizio dei Romani, oppressori del popolo ebreo. (Forse al giorno di oggi non sono i doganieri che estorcono agli altri, ma ci sono anche tante altre persone che estorcono e che rubano agli altri, e che noi giudichiamo e condanniamo come peccatori, senza possibilità di salvezza). La folla vede in Zaccheo un delinquente, Dio, che lo ha creato, vede in lui la possibilità di un santo, anche se è peccatore. Gesù, in Zaccheo, non vede solo il ruolo che ricopre di controllore disonesto, ma vede in lui una persona che può essere nuova.
Questo episodio di Zaccheo ci fa vedere il cammino di conversione che anche noi siamo invitati a percorrere. Zaccheo sa che deve passare il Profeta, e il primo passo che compie è “cercava di vedere chi era Gesù”, non per convertirsi, ma solo per curiosità, per conoscere una persona di cui parlava la gente. Il primo passo è il desiderio di vedere Gesù, come dobbiamo fare anche noi.
Zaccheo era andato sull’albero per vedere Gesù ma non si aspetta di essere visto da Lui, e Gesù lo invita a scendere dall’albero perché “oggi devo fermarmi a casa tua”, dice Gesù, e Zaccheo, “scese in fretta e lo accolse pieno di gioia”: Zaccheo è chiamato a incontrarsi personalmente con il Signore. Il secondo punto è la chiamata, seguita dalla risposta alla chiamata. E Zaccheo alla chiamata, risponde pieno di gioia.
Incontrandosi con Gesù, Zaccheo prende coscienza che vive in una situazione di ingiustizia, e prende la decisione di dare metà dei suoi beni ai poveri, e promette quasi di andare in rovina, lui che era ricco, perché restituirà quattro volte di quello che ha rubato. Ma questo non gli interessa più, perché ora è salvo, è discepolo del Signore.
Incontrarci con Dio ci salva la vita. Noi diciamo sempre: pecco, mi pento, e allora Dio mi perdona. In questo episodio di Zaccheo, Gesù ci mostra un altro atteggiamento di Dio: io pecco, Dio mi perdona, e quindi poi mi pento. Dio è sempre pronto a perdonarci anche se siamo nel peccato. Pecco, mi perdona e mi pento, cambio vita.
Dio crede in noi, crede che incontrandoci con Lui abbiamo la possibilità di essere nuovi nella nostra vita. La presenza di Dio, del suo Amore, scatena in noi delle energie nuove, e possiamo essere anche noi dei “Zaccheo” che ora vivono nell’amore verso gli altri. E per avere la forza di rispondere alla chiamata che Dio rivolge a ciascuno di noi, l’unica strada da percorrere è quella della preghiera, come ci dice Paolo, che ci darà la capacità di fare del bene e di prepararci con fede e con amore, alla sua venuta finale.

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