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Giovedì dopo le Ceneri

Liturgia della Parola > Quaresima > Settimana Ceneri
Giovedì dopo le Ceneri

La Chiesa, all'inizio di questo tempo di Quaresima, che abbiamo dichiarato ieri celebrando il Mercoledì delle Ceneri, con la posizione delle ceneri sul nostro capo come segno di conversione, come degno di pentimento dei nostri peccati, la Chiesa oggi ci mostra la realtà di Gesù Cristo che è venuto nel mondo per offrire se stesso per l'umanità, come ci mostra Gesù che prende su di sé la croce per essere salvezza per tutti quanti noi.
È questa la realtà della Quaresima che dobbiamo vivere dentro di noi, nel nostro cuore. Dobbiamo tenere sempre presente la necessità di prendere la croce sulle spalle, come Gesù Cristo. Però questo non è semplice: non è semplice prendere la croce, e ne incontriamo tante anche nella nostra vita: quotidianamente e continuamente incontriamo delle croci che non è facile prendere, non è facile accogliere con gioia queste croci che troviamo sparse lungo il corso della nostra vita. Non è facile perché siamo pieni di noi stessi, è sempre presente il nostro "io”, il nostro orgoglio, il nostro egoismo, che ci porta a mettere noi stessi al centro della nostra vita, al centro dell'universo, al centro di tutte le realtà.
E Gesù, oggi, nel brano del Vangelo ci dice "se qualcuno non venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua". "Se qualcuno vuol venire dietro a me": e tutti quanti noi desideriamo andare dietro il Signore, tutti quanti vogliamo seguire il Signore in questo cammino che lui compie verso il calvario, portando la sua croce sulle spalle. Tutti quanti noi vogliamo seguire il Signore. Però Gesù ci dice anche "se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso".
Ecco il richiamo che ci viene fatto all'inizio di questo tempo di Quaresima, all'inizio di questi 40 giorni che trascorreremo in unione con il Signore. Siamo invitati a rinnegare noi stessi, a perdere il nostro "io". Nel Salmo responsoriale abbiamo ripetuto "Beato l'uomo che confida nel Signore", e invece tante volte noi confidiamo in noi stessi, nelle nostre capacità, nelle nostre qualità; confidiamo anche nella nostra intelligenza; confidiamo in tutto quello che sappiamo fare, che riusciamo a fare, proprio perché siamo pieni di noi stessi, e non sempre confidiamo nel Signore.
"Se qualcuno vuole venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua": solamente rinnegando noi stessi, rinnegando il nostro "io”, avremo la possibilità, avremo la capacità di prendere anche noi la croce sulle spalle, di andare anche noi insieme al Signore verso il calvario, sapendo offrire anche noi la nostra vita per gli altri, per amore degli altri. Mosè parla al popolo, riferendo le parole di Dio, che dice "io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male". Il Signore esorta ilo suo popolo a camminare per le sue vie, a osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme perché possano vivere ed entrare nella “terra” che Lui ha preparato per loro.
Anche a noi viene fatta questa proposta oggi da Dio. anche a noi Dio oggi propone di scegliere tra la vita del bene oppure la morte e il male: dipende da noi fare questa scelta. Mosè rivolto al popolo dice “scegli dunque la vita, scegli dunque la vita perché viva tu e la tua discendenza”: ecco il cambiamento totale che deve avvenire nella vita di ciascuno di noi. Dobbiamo essere nuovi, dobbiamo essere diversi, dobbiamo abbandonare noi stessi e lasciarci illuminare solo ed esclusivamente dalla parola del Signore.

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