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3 domenica Ordinario

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3 domenica Ordinario


Nella Colletta iniziale chiediamo a Dio Padre di farci comprendere che abbiamo bisogno di convertirci, perché possiamo aderire sempre più a Lui e ai nostri fratelli lontani, in modo da poter annunciare e testimoniare il Vangelo a tutti. E le letture odierne ci mostrano proprio questo tema della “conversione”, del quale abbiamo sempre parlato, tante volte anche sprecando parole.
Il male è presente nella nostra vita ed è presente nella nostra società, e siamo chiamati a convertirci: dobbiamo allontanare il peccato dalla nostra vita e dalla storia dell’umanità.
Il profeta Giona è inviato a predicare agli abitanti di Ninive, un popolo di persone corrotte, che, alla sua predicazione, si convertirono e ritornarono a Dio, e anche Paolo esorta i cristiani di Corinto a convertirsi, ad abbandonare le loro abitudini umane per orientarsi verso Cristo, perché, dice Paolo riprendendo le parole di Gesù¬: “il tempo si è fatto breve”.
Infatti, il Vangelo ci fa sentire queste prime parole di Gesù: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel vangelo”. Cosa vuol dire “convertirci” e “credere”? Marco, per spiegarlo, non usa tante parole come facciamo noi, che diciamo “bisogna fare questo”, “dobbiamo fare quest’altro”, “non dobbiamo agire in questo modo”, ecc.: Marco non esprime idee e concetti, ma ci fa capire quello che Gesù ci insegna o ci chiede, presentandoci delle immagini, delle azioni, dei gesti che Gesù compie.
Dopo che Gesù dice di convertirci e di credere al Vangelo, non ci dice in che cosa dobbiamo credere, e non ci chiede di credere nel Padre, nel Figlio, nello Spirito Santo, di credere nella Chiesa, nella comunione dei santi, nella risurrezione dei morti. No! Questo lo spiegherà dopo, durante il suo cammino verso Gerusalemme, dove troverà la Croce. “Credere” non è solo aderire alle definizioni che troviamo nel Catechismo e nei libri di Teologia, ma “credere” significa che dobbiamo avere una relazione profonda con Gesù, che dobbiamo seguirlo. Mentre cammina lungo il Mare di Galilea, Gesù va verso Simone, verso Andrea, Giacomo e Giovanni, e chiede loro di seguirlo: “Venite dietro a me”, cioè “restate con me!”. Gesù invita gli uomini di buona volontà a seguirlo. Noi, vogliamo convertirci, vogliamo credere? Dobbiamo seguire il Signore! È questa la strada per convertirci: se seguiamo veramente il Signore, allora tutta la nostra vita cambia!
Abbiamo veramente bisogno di convertirci? È necessario cambiare la nostra vita? Più o meno siamo tutti convinti che in genere non facciamo del male a nessuno, che cerchiamo di vivere onestamente la nostra vita, che facciamo quello che possiamo, e allora, perché dobbiamo convertirci? Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni, erano intenti al loro lavoro di pescatori, a guadagnarsi il pane per la famiglia e non facevano nulla di male, eppure da Gesù sono stati invitati a convertirsi, a cambiare vita, perché “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino”, e, come dice Paolo, “Il tempo si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente”. Non dobbiamo fare affidamento sulle realtà umane, che sono legittime, ma dobbiamo ricordarci che in questa terra siamo di passaggio, e tutte le realtà umane che abbiamo e che usiamo, tutte le realtà umane devono prepararci all’incontro totale e definitivo con Dio.
“Convertitevi e credete nel Vangelo”, “Venite dietro a me”.

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