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5 domenica Ordinario

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
5 domenica Ordinario

Dio lavora sempre nel cuore dell’uomo, lavora sempre nel nostro cuore per trasformarci e per farci essere delle persone nuove che vivono e mettono in pratica la sua Parola, e ci offre degli insegnamenti, attraverso la sua Parola, attraverso la testimonianza dei suoi profeti e attraverso la sua grazia che continuamente ci distribuisce. E noi, cosa dobbiamo fare, come dobbiamo essere?
Il popolo ebreo è stato liberato dalla deportazione dei babilonesi e ora si trova “in casa”, mentre prima era “fuori casa” dove aveva incontrato una nuova mentalità e dove aveva sperimentato diverse religioni e si era allontanato da Dio. Ora che è rientrato “in casa”, cosa deve fare?  Deve ricostruire il Tempio, riorganizzare la vita civile e deve ritornare a Dio, e Isaia parla al popolo del digiuno, del quale parleremo iniziando il tempo di Quaresima. Il digiuno che Dio vuole che si faccia, in questo brano di Isaia, ha tre caratteristiche: dobbiamo dividere il pane con l'affamato, introdurre in casa i miseri, e vestire chi è nudo. Noi, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo entrare nel cuore di Dio che è Amore, e alla base di ogni nostra azione ci deve essere sempre il comandamento dell’amore.
Nel brano del Vangelo, Gesù, rivolto ai suoi discepoli, e quindi rivolto a tutti noi che ci consideriamo suoi discepoli, afferma: “Voi siete il sale della terra; […]. Voi siete la luce del mondo”. Nel nostro mondo dobbiamo essere il sale e la luce. Credo che Paolo sia stato veramente sale e luce per le persone che incontrava. Cosa fa il sale? Il sale da gusto alle pietanze e ai cibi, e Paolo è stato “sale”, ha dato “gusto” attraverso la profondità delle sue “Lettere”, ed è stato “luce” del mondo perché lo illuminava con la proclamazione del vangelo. E quello che annunciava, o chi annunciava Paolo, era “Gesù Cristo, e Cristo crocifisso”.
“Voi siete il sale della terra; […]. Voi siete la luce del mondo”, ci dice Gesù nel vangelo, e questo brano si trova subito dopo le Beatitudini che dicevano Beati i poveri in spirito, beati i miti, …, che potremmo tradurre in questo modo: “Voi poveri in spirito siete sale della terra e luce del mondo. Voi miti, voi misericordiosi, voi puri di cuore, voi operatori di pace, voi perseguitati per causa della giustizia, cioè del vangelo: voi siete sale della terra e luce del mondo”. Possiamo essere sale della terra e luce del mondo se viviamo con l’amore che ha Gesù verso di noi, e se siamo felici perché la nostra ricchezza non sono i beni materiali, ma la nostra ricchezza è la presenza del Signore. Siamo sale e luce se mostriamo che c’è più gioia nel dare che nel possedere. Siamo sale e luce se viviamo controcorrente, lontani dalle mode, dalle abitudini, dal consumismo; siamo sale e luce se crediamo che la vera sapienza non è vivere facendo affidamento sulle nostre parole o sulle nostre capacità, ma che la vera sapienza è vivere uniti alla croce di Cristo, guardando con speranza al futuro.
Che cos'è un pizzico di sale davanti ad una grande massa di cibo? Che cos'è una piccola, flebile luce, in mezzo alle tenebre? Apparentemente è nulla, è insignificante. Ma per chi ha perso il sapore della vita, basta poco sale per far ritrovare la speranza. E per chi ha perso la strada, anche una fiammella può risultare preziosa.
“Voi siete il sale della terra; […]. Voi siete la luce del mondo”, e ci dice Gesù “Io sono la luce del mondo; chi segue me, avrà la luce della vita”.
Per essere luce del mondo e sale della terra, dobbiamo restare sempre più profondamente uniti a Cristo: in lui e con lui siamo luce e sale per il mondo.

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