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Pentecoste

Liturgia della Parola > Pasqua
Pentecoste

Siamo ancora nel tempo di Pasqua, e oggi celebriamo la solennità della Pentecoste. Pasqua e Pentecoste erano due feste che erano celebrate già anticamente presso il popolo ebreo.
La Pasqua, inizialmente, era una festa pastorizia nella quale si immolavano gli agnelli, e successivamente la Pasqua ricordava l'esodo, l'uscita dall'Egitto, il cammino di liberazione verso la terra promessa, verso la terra della libertà. E oggi per noi significa la risurrezione di Gesù che ci guida verso la libertà dal male.
La Pentecoste inizialmente rappresentava la festa delle primizie agricole, che erano offerte al Signore come segno di riconoscenza per la novità del ciclo della vita, e, successivamente, la Pentecoste era la celebrazione del grande dono della legge, avvenuto sul monte Sinai. E ora, per noi cristiani, la Pentecoste ci fa rivivere il dono dello Spirito Santo che ci è stato inviato in dono. La Pentecoste segna l’inizio della Chiesa, perché gli apostoli dallo Spirito Santo ricevono la forza di andare ad annunciare la Parola di Dio, e i Parti, i Medi, gli Elamiti, i Macedoni, …, sentono tutti la stessa lingua, la lingua dell’unico Amore di Dio.
Le tre letture della Liturgia della Pentecoste ci fanno comprendere come lo Spirito Santo agisce nella nostra vita personale e nella storia della Chiesa.
Il brano del Vangelo di Giovanni ci presenta ancora il discorso di “addio” di Gesù, ci presenta il suo testamento, e, in questo discorso, Gesù promette che il Padre avrebbe inviato lo Spirito Santo e “lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”.
Nella seconda lettura, degli Atti degli Apostoli, vediamo che si è attuata questa promessa di Gesù: “venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano”. “Quasi un vento”, ci dice Luca: ma la discesa dello Spirito Santo non è come un semplice vento, ma sembra un uragano. È un uragano che li strappa alle loro certezze, che li devasta, che li scompiglia, che li converte. E le lingue di fuoco, l’Amore, scendono nel loro cuore e li consuma.
Anche noi abbiamo ricevuto lo Spirito, al momento del Battesimo e della Cresima, e Paolo ci ricorda che ricevendo lo Spirito Santo siamo diventati dei veri figli di Dio e siamo diventati eredi della vita eterna. E allora, se lo Spirito abita in ciascuno di noi, se ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo, dobbiamo far morire le opere della carne, dobbiamo vivere lontani dal peccato, perché siamo figli di Dio e possiamo rivolgerci a Dio chiamandolo “Abbà! Padre”.
"Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra", ripetiamo al Salmo responsoriale. Dobbiamo pregare perché il Signore mandi nel mondo lo Spirito Santo, lo Spirito d’Amore e di Pace. Oggi ne abbiamo molto bisogno perché vediamo che nella nostra famiglia, nella nostra comunità e in tutto il mondo, spesso prevale l’odio e l’egoismo. Per avere una vera vita dobbiamo far abitare e far vivere dentro di noi lo Spirito di Dio, dobbiamo accoglierlo dentro di noi per non essere sotto il dominio della carne, ma dello Spirito. Lo Spirito Santo, lo Spirito di Amore, deve essere la guida di tutta la nostra vita.
Lo Spirito Santo è colui che ci aiuta, ci illumina, ci rende idonei a mettere in pratica ogni giorno la Parola di Dio. Apriamo il nostro cuore per accogliere lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo ci scuoterà nel profondo, riscalderà i nostri cuori e illuminerà i nostri passi. Sarà per noi un vento che ci guiderà all’amore e alla donazione verso Dio e verso tutti i nostri fratelli, facendoci vincere il dominio del male e del peccato.
"Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra", e a rinnovare anche il cuore di ciascuno di noi.

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