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4 domenica Avvento

Liturgia della Parola > Tempo di Avvento
4 domenica Avvento
        

         Il re Davide aveva costruito la sua casa di cedro e aveva fatto diventare Gerusalemme capitale dello Stato, e ora desidera costruire un grande tempio come abitazione di Dio. È quello che ci descrive Samuele nella prima lettura. Ma il profeta Natan afferma che non sarà il re a costruire una casa per Dio, ma che sarà Dio che edificherà una casa per Davide e per il popolo.
Questa casa che Dio edifica è Maria nella quale si incarna! E questa casa in cui Dio continuamente si incarna, dobbiamo essere tutti noi, ciascuno di noi. A Dio non interessa il Tempio fatto di pietre, ma vuole che il Tempio in cui risiede, siamo tutti noi. Noi, Tempio di Dio.
Il corpo di una giovane ragazza diventa Tempio di Dio, e il giorno dell'annunciazione a Maria, si inizia a costruire la vera casa di Dio: "il verbo si fece carne e pose la sua tenda in mezzo a noi", nel corpo di Maria Santissima. L'annuncio della salvezza viene fatto in una casa, non nel Tempio, e anche a noi viene annunciato il Vangelo nella nostra vita quotidiana, nel giorno in cui gioiamo, o nel giorno in cui siamo tristi e abbiamo tante lacrime.
          La prima parola che dice l'angelo a Maria è: rallegrati! Non dà un comando, ma semplicemente dice: gioisci, apriti alla gioia, perché Dio ci dà la gioia.
            La seconda parola che dice l'angelo, spiega perché Maria, e ciascuno di noi dobbiamo avere la gioia: Rallegrati, perché sei piena di grazia, sei piena d'amore, sei piena della vita stessa di Dio. Il nome di Maria significa "amata-per-sempre". Tutti noi, come lei, potremo chiamarci Maria, perché siamo amati per sempre. Siamo amati di un amore che dà gioia e che non esclude nessuno.
           Maria non è piena di grazia perché ha risposto 'sì' a Dio, anche per questo, ma è piena di grazia perché Dio per primo le ha detto 'sì', manifestandole il suo amore. E Dio dice 'sì' anche a ciascuno di noi, prima che gli diamo qualsiasi risposta. Tutti siamo amati da Dio così come siamo, per quello che siamo: siamo amati anche se siamo peccatori.
           Maria fu molto turbata. Allora l'angelo le disse: Non temere, Maria, come aveva detto anche a Zaccaria di non temere. Il "sì" a Dio, che Maria ha pronunciato, ha cambiato tutta la storia dell'umanità. Maria non si proclama "signora", ma "serva": "ecco la serva del Signore", l'ancella della Parola: la parola "serva" nella Bibbia, non significa sottomissione, ma la serva del re è colei che collabora con il re.
Maria collabora con Dio. Anche noi dobbiamo essere “servi” del Signore, e collaborare con Lui per annunciare la Salvezza a tutti gli uomini.
“Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. “Canterò per sempre l’amore del Signore”.

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