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Liturgia della Parola > Tempo di Natale
Santa Famiglia
Sono passati pochi giorni dalla celebrazione del Natale, e questa domenica, continuando a rivivere questo evento, la liturgia ci presenta la Santa Famiglia di Nazaret, come modello che dobbiamo seguire nelle nostre famiglie, e per mostrarci come realmente il Figlio di Dio sia diventato uno di noi.
Gesù ha insegnato, guarito, ed è stato con la comunità degli apostoli solo per tre anni, e la prima parte della sua vita, 30 anni, la ha vissuta lavorando, amando, mangiando, bevendo, dormendo, giocando e vivendo nella sua famiglia come fa ogni persona umana e come abbiamo fatto tutti quanti noi.
È nato come ciascuno di noi, ed era incapace di parlare e aveva bisogno di tutto: è stato istruito da Maria e da Giuseppe, che gli hanno insegnato a camminare e a parlare, come hanno fatto i nostri genitori con ciascuno di noi, e come voi avete fatto con i vostri figli. Gesù, il Figlio di Dio, ha dovuto imparare da noi uomini il mestiere di falegname, e ha dovuto imparare a leggere e interpretare la sacra scrittura.
Non sappiamo nulla della infanzia e della giovinezza di Gesù, ma non dobbiamo pensare che sia stato tutto tranquillo e incontaminato. La famiglia di Gesù, (Maria, Giuseppe e i parenti), non erano sempre d'accordo sulle scelte che Gesù faceva: una volta lo hanno considerato "fuori di sé", e anche Maria, forse, voleva essere "proprietaria" di Gesù. Anche la sua famiglia non era sempre idilliaca, ma era come le nostre famiglie, dove tante volte abbiamo vissuto momenti di grandi gioie e anche momenti di grandi sofferenze, sperimentando anche la perdita della nostra libertà, come succede anche oggi in tante nostre famiglie. Anche Gesù ha vissuto le nostre stesse esperienze, con momenti di gioia e con momenti di sofferenza. Credo che, forse, qualche sculaccione lo abbia preso anche Gesù quando ha combinato qualche marachella. Anche la famiglia umana di Nazaret non era diversa completamente dalle nostre famiglie: anche in quella famiglia c’erano gli stessi problemi e le stesse difficoltà che ci sono anche nelle nostre famiglie.
La prima lettura, dal libro della Genesi, ci presenta alcuni momenti di un'altra famiglia, quella di Abramo e Sara: può sembrare che la loro vicenda familiare sia avvenuta pacificamente e senza drammi, ma non è così! Abramo, prima di avere da Sara, Isacco come figlio, aveva avuto un figlio da una schiava, che era stata trattata malamente da Sara; inoltre Abramo aveva presentato Sara al Faraone, non come sua moglie, ma come sua sorella, e Sara era stata aggiunta nell'harem del faraone: sono elementi tristi che certe volte sono presenti anche, purtroppo, in alcune nostre famiglie. Nel brano della lettera agli Ebrei, però, viene messo in rilievo che Abramo riesce a superare tutte le difficoltà che incontra nella vita familiare, "per fede".
Anche Maria e Giuseppe risolvono i loro problemi familiari "per fede", e cercano di vivere ascoltando e mettendo in pratica la Parola di Dio. E oggi li troviamo nel Tempio a offrire il loro figlio Gesù a Dio Padre. La presenza di Dio è necessaria all'interno della famiglia, per poter crescere e migliorare sempre più, offrendo completamente noi stessi.
Se viviamo "per fede", uniti a Dio, allora questa sarà una vera celebrazione della "Santa Famiglia di Nazareth", perché cercheremo di viverla con le stesse virtù di amore, di bontà, di accettazione piena della volontà di Dio, come hanno vissuto, Maria, Giuseppe e Gesù.

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