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1 mercoledì Quaresima

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1 mercoledì Quaresima

Il Vangelo di oggi ci ripropone la riflessione sul significato dei segni, dei miracoli. I giudei pretendono un segno da Gesù! Perché cercano un segno da lui? Perché nella mentalità ebraica un profeta doveva essere accompagnato e accreditato da segni prodigiosi, doveva compiere gesti prodigiosi che confermavano che Dio era presente in lui e nelle sue azioni.
Infatti Mosè compie prodigi in Egitto quando libera il popolo, il profeta Elia, come segno prodigioso, chiude il cielo per tre giorni, Giona è inghiottito dal grosso pesce e vomitato sulla spiaggia, e tanti altri casi da parte dei profeti.
Se Gesù ha la pretesa non solo di essere un profeta, ma addirittura se ha la pretesa di essere il Figlio di Dio, il Messia, deve accreditare questa pretesa con segni adatti a un Dio, con segni prodigiosi. Gesù definisce malvagia questa richiesta! Questa richiesta di voler vedere un segno è malvagia perché Gesù non vede in loro la volontà di compiere un cammino di conversione, e non vede in loro la volontà di riconoscere che è lui il segno della presenza di Dio.
L'atteggiamento peggiore che possiamo assumere nei confronti di Dio è la pretesa assurda che, perché noi crediamo in Lui, che Egli debba operare prodigi e segni su nostra richiesta, e magari lo minacciamo di incredulità quando le nostre richieste non sono soddisfate. È la tentazione di piegare il Signore ai nostri bisogni! E quando il Signore non soddisfa le nostre preghiere, perdiamo la fede. An¬che le persone presenti ai piedi della croce e uno dei ladroni lanceranno a Gesù la stessa sfida: "Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!".
Il segno che Gesù ci offre è la sua Croce, che manifesta l'amore di Dio Padre nei confronti di ciascuno di noi.  "Ben più di Giona c'è qui", "ben più di Salomone c'è qui", dice Gesù, perché era lui in segno dell'amore di Dio, che riconcilia l'uomo con Dio.

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