33 domenica Ordinario - Sito di don Antonello

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33 domenica Ordinario

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
33 domenica O.

Come ogni anno, alla conclusione dell’Anno Liturgico, le letture di questa 33.a domenica ci fanno riflettere sulle ultime realtà, presentate con un discorso escatologico, apocalittico. Spesso sentiamo parlare della fine del mondo, che sarà accompagnata da sconvolgimenti del cosmo e da tanti cataclismi, e oggi, nel Vangelo, Gesù ci dice che “Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo”. E tutto questo ci fa pensare alla imminente fine del mondo.
Pensiamo, nel passato (e forse ancora oggi), alla possibilità di un conflitto nucleare, pensiamo oggi alla triste situazione in Siria, nella Libia, vediamo la distruzione che entra sempre più con lo sviluppo dell’ISIS, notiamo tanti terremoti che distruggono interi paesi e zone, con tanti costretti allo sfollamento, ci sono varie leggi che stanno rendendo possibile anche il suicidio e l’omicidio: l’aborto, l’eutanasia (il suicidio assistito quando uno vuole smettere di soffrire) e la soppressione di tanti malati mentali. Tutto fa pensare che stia arrivando la fine del mondo, e forse anche noi pensiamo che stia arrivando la fine del mondo, che siamo alla fine dei tempi. È un dubbio che abbiamo noi e che hanno, giustamente, anche le popolazioni della Siria, della Libia, i terremotati, dubbio che hanno anche tutte le popolazioni cristiane che sono perseguitate (“metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno”). Siamo alla fine del mondo? No! Dalla Risurrezione di Gesù siamo entrati in un nuovo tempo, alla fine dei tempi, stiamo vivendo la fine dei tempi, stiamo vivendo la novità: con la Risurrezione di Cristo sono iniziati gli ultimi tempi, che stiamo vivendo.
Malachia ci parla della venuta del “giorno del Signore”, e lo presenta in modo negativo parlando del fuoco che purifica, di cui saranno preda gli empi e i presuntuosi che bruceranno senza speranza, ma presenta la venuta del “giorno del Signore” anche in positivo, come un evento che porterà la salvezza: "Per voi che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia".
Nel brano del Vangelo Gesù sta parlando a una comunità perseguitata dai romani, che è impressionata dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme e dall’odio dell’imperatore, e Gesù non indica la fine del mondo, ma indica quello che deve essere il fine che dobbiamo raggiungere nelle situazioni di disagio che incontriamo: dobbiamo essere sempre testimoni della nostra fede in Dio. “Quando sentirete di guerre, rivoluzioni …, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine”, “Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno… Avrete allora occasione di dare testimonianza”. Gesù non presenta la fine del mondo, ma presenta il “fine da raggiungere”.
Prima della fine del mondo ci saranno persecuzioni, tante realtà saranno distrutte: il nostro fine è quello di restare sempre saldi nel Signore, e questo ci dà la pace e la serenità anche nelle persecuzioni e in mezzo ai disastri.
“Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”: con la nostra perseveranza nel Signore e con la nostra testimonianza di fede e di amore, salveremo la nostra vita, la nostra vera vita, che è quella della presenza di Dio dentro ciascuno di noi.
Signore, aiutami tu a non pensare che sia la fine di tutto, ma aiutami a trovare il fine che devo raggiungere in queste situazioni: l’Amore con Te, con il mondo e con i miei fratelli.

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