Ss. Trinità - Sito di don Antonello

Vai ai contenuti

Ss. Trinità

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
Solennità Santissima Trinità

Nel tempo della prova, in quaresima, abbiamo esaminato il mistero di Dio, e subito dopo abbiamo celebrato e acclamato Dio nella festa di Pasqua. Domenica scorsa con la celebrazione della Pentecoste abbiamo contemplato Dio Padre, che con Cristo, ci invia il dono dello Spirito Santo che ci illumina, e oggi, che celebriamo la Santissima Trinità, la Liturgia non ci fa esaminare e contemplare un evento, un fatto della Storia della salvezza, ma oggi siamo invitati a contemplare la gloria stessa di Dio, che è unico Dio in tre persone.
Il mistero della Trinità è un “mistero”, e quindi è impossibile per noi comprenderlo pienamente. Anche nell’Antico Testamento non si sapeva dell’esistenza di tre Persone in Dio, ma questo mistero è stato preparato a manifestarsi.
Già la prima lettura, tratta dal Libro dei Proverbi, inizia a prepararci perché comprendiamo meglio la vita intima di Dio. In questo brano si parla della Sapienza di Dio che era presente fin dalle origini, prima della creazione, e questa Sapienza stava con Dio per costruire il mondo, e la Sapienza afferma: “Io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, giocavo davanti a lui in ogni istante; giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo”. Questo brano ci mostra un aspetto della Trinità, cioè ci mostra che, attraverso la Sapienza, Dio è in relazione, in rapporto con l’uomo.
Al momento della creazione Dio ha creato le realtà attraverso la sua Parola (Dio disse ‘Sia …’), le ha create attraverso il “soffio”, attraverso lo “spirito” che esce dalla sua bocca: con questi due elementi, parola e soffio, già l’Antico Testamento inizia a prepararci al mistero della Trinità, ma bisogna aspettare la venuta di Gesù perché questo mistero venga manifestato completamente.
Gesù si è rivelato come il Figlio di Dio, ed è unito al Padre in modo unico, e aveva affermato: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30). Dopo la sua Ascensione, come aveva promesso, Gesù ha inviato lo Spirito Santo, lo Spirito di verità che rivela il mistero di Dio, e mette nel cuore degli apostoli il desiderio di ricevere lo Spirito Santo. Quando Gesù parla dello Spirito di verità, mostra che c’ è unione e distinzione tra le tre Persone divine, infatti Gesù dice: “Lo Spirito mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve 1' annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà”: cioè, Gesù, rivela la Trinità, perché parla del Padre, parla di se stesso, Gesù, Figlio del Padre, e parla dello Spirito Santo, il quale prende ciò che appartiene al Padre e a Gesù per annunziarlo ai discepoli. Ecco la Trinità, che è Amore: la vita intima di Dio è uno scambio continuo di amore tra le tre Persone, che sono distinte, ma che sono profondamente unite tra di loro. Nessuna delle tre Persone vuole la propria gloria, ma desidera la gloria dell’altro. La solennità della Trinità ci mostra che in Dio c’è comunione di Amore tra queste tre Persone, e questo dovrebbe essere uno stimolo anche per la nostra vita cristiana.
Già dal mattino, quando ci tracciamo il segno della Croce, confermiamo che crediamo nella Trinità (“Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”), ugualmente quando recitiamo il Gloria al Padre e, recitando il Credo, facciamo la nostra professione di fede nella Trinità. Ma noi, siamo capaci di vivere veramente la Trinità, con il nostro atteggiamento di Amore e di comunione con Dio e con i nostri fratelli? Oppure in noi è sempre presente l’egoismo che ci porta a non vivere in unione con il Padre, con Gesù e con lo Spirito Santo? Forse noi crediamo intellettualmente nella Trinità, ma questo “mistero” non cambia e non trasforma la nostra vita, e continuiamo a vivere staccati e lontani da Dio e dai nostri fratelli.
Cerchiamo di essere partecipi della vita divina, vivendo le parole che dice Giovanni nella sua prima lettera (4,16): “Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui”.

Torna ai contenuti