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SS. Trinità

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Santissima Trinità

Domenica scorsa abbiamo concluso il tempo di Pasqua con la celebrazione della solennità di Pentecoste, e oggi, prima domenica dopo Pentecoste, celebriamo il mistero della Santissima Trinità.
Questa celebrazione vuol essere come un volgerci indietro a riconsiderare tutti gli eventi appena celebrati, e in questi eventi della Pasqua il protagonista non è semplicemente l'Uomo-Dio Gesù, ma con Gesù hanno operato il Padre e lo Spirito Santo, come ci mostra il brano del vangelo odierno (che ci parla del Padre e dello Spirito Santo) e anche il brano della Lettera ai Romani. Tutto è stato operato insieme dal Padre, dal Figlio Gesù e dallo Spirito Santo, che insieme sono l’unico Dio.
Abbiamo un solo Dio in tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; un unico Dio in tre Persone. È il mistero della Trinità, ed essendo mistero è impossibile comprenderlo pienamente. Per crederci è necessaria la fede. Anche Sant’Agostino, nonostante le sue riflessioni, a livello umano non ne aveva capito nulla. E tanto meno ci riusciamo noi. Umanamente parlando non possiamo capirne molto, ma possiamo comprendere quale può essere l’insegnamento che questa festa, oggi, vuole proporci per la nostra vita.
Gesù, nei suoi discorsi, ci svela che Dio è Trinità, cioè ci svela che in Dio c’è comunione. Noi crediamo in un unico Dio, ma questa unità di Dio è frutto della comunione di un Padre che ama un Figlio e questo amore “genera” lo Spirito Santo. Talmente uniti da essere uno, talmente orientati l’uno verso l’altro da essere totalmente uniti. Dio non è solitudine, non è egoista, chiuso in se stesso, ma Dio è comunione, festa, famiglia, amore, tensione dell’uno verso l’altro. In Dio c’è una comunione piena, profonda, un dialogo talmente armonico, un dono di sé talmente realizzato, che noi vediamo un Dio unico, anche se è in tre Persone. (Pensiamo agli sposi che non sono più due persone, ma sono un’unica carne).
L’uomo, ciascuno di noi, è stato creato a immagine di Dio, come ci dice il libro della Genesi al v. 26 del primo capitolo, quando Dio disse “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza”. Ciascuno di noi è immagine di Dio, siamo somiglianza di Dio, e Dio è comunione, Dio è famiglia, è amore, e allora anche noi, per essere veramente immagine di Dio-Trinità, nella nostra vita dobbiamo essere in comunione con Dio e con gli altri, dobbiamo essere famiglia con tutti, dobbiamo essere amore vicendevole. Solo in questo modo celebriamo veramente la Trinità, perché saremmo immagine vivente di Dio.
Nella nostra vita dobbiamo essere amore all’interno di questa comunità, dobbiamo essere amore nelle nostre famiglie, nella nostra società e verso tutta l'umanità: allora quest'unico Dio in Tre Persone entrerà veramente nel cuore dell'uomo, la Trinità entrerà profondamente anche nel nostro cuore, e ci sarà più pace, più rispetto, più giustizia in tutta l'umanità, nella nostra società, nelle nostre famiglie e in questa comunità. E in questo tempo abbiamo veramente bisogno dell’amore, della fratellanza, della pace. Abbiamo bisogno che nel cuore dell’uomo regni la vita della Trinità, che regni l’Amore, che regni Dio.
Dobbiamo avere un dialogo continuo con Dio Padre, con Dio Figlio, con Dio Spirito Santo, aprendo il nostro cuore alla loro Parola, per gustare in pienezza, nella nostra vita, la gioia perché siamo pienamente in comunione con Dio e con tutti i nostri fratelli.

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