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17 domenica Ordinario

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
17 domenica Ordinario

L’idea centrale che oggi la Liturgia ci vuole lasciare è quella della preghiera. Nel brano tratto dal Libro della Genesi abbiamo la figura di Abramo, che si rivolge al Signore, intercedendo perché liberi Sodoma e Gomorra dalla distruzione che Dio vuole avere nei loro confronti a causa della loro vita di peccato.
Anche il brano del Vangelo ci presenta il tema della preghiera. I discepoli si rivolgono a Gesù e gli chiedono “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Insegnaci a pregare. Cosa vogliono gli apostoli, cosa vogliamo noi quando chiediamo “insegnaci a pregare”?
Cosa è la preghiera? Quell’insieme di formule che anche noi recitiamo continuamente, quasi che la recita del Padre nostro e di altre formule ci ottengano la benevolenza di Dio? Forse la vera preghiera non è esattamente questa di ripetere le formule meccanicamente: certe volte la preghiera fatta in questo modo, forse non serve a niente.
“Signore, insegnaci a pregare”. Cosa fa Gesù? Dice: “Quando pregate, dite Padre”: la preghiera che continuamente facciamo, deve essere un rapporto di intimità con Dio; Lui, Padre, noi, figli. Tra genitori e figli c’è un rapporto di dialogo, di confronto, c’è il sentirli vicini, sempre presenti nel proprio cuore, e lo stesso deve essere il nostro atteggiamento nei confronti di Dio.
La nostra preghiera non dovrebbe essere solo una richiesta, cosa che noi tante volte facciamo, come ci dice anche Gesù (chiedete ed otterrete, bussate e vi sarà aperto, …): ma cosa dobbiamo chiedere nelle nostre preghiere? Che ci conceda una realtà o un’altra? Non credo! Sono convinto che il Signore sappia meglio di noi di quello di cui abbiamo bisogno e sa Lui che cosa concederci.
Forse dovremmo chiedere il dono dello Spirito Santo: “Voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del Cielo, darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono”.
Ecco cosa dobbiamo chiedere a Dio nelle nostre preghiere. Non che ci conceda una grazia o un’altra, ma che ci conceda il dono dello Spirito Santo che ci fa aprire le nostre orecchie per sentire, per ascoltare, per vivere la Parola di Dio. È questo quello che è veramente importante domandare: il dono dello Spirito, che apre il nostro cuore alla volontà di Dio, per poterla vivere nella nostra vita.

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