29 domenica Ordinario - Sito di don Antonello

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29 domenica Ordinario

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29 domenica Ordinario

“Ma il Figlio dell’Uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”. Si conclude con queste parole di Gesù il brano del Vangelo odierno che ci mostra che avere fede non è qualcosa di scontato neanche per noi che ci consideriamo cristiani e che frequentiamo regolarmente i sacramenti. Se abbiamo fede nel Signore, dobbiamo cercare di non tradire la sua fiducia nei nostri confronti, ma questa frase di Gesù è una sfida per tutti noi, e ci fa chiedere fino a che punto siamo disposti ad avere fiducia in Dio e fino a che punto siamo convinti che Lui sia disponibile ad ascoltarci e a esaudirci.
Gesù, nel suo cammino verso Gerusalemme, come abbiamo sentito in queste ultime domeniche, ci ha offerto vari messaggi che sono utili per la nostra crescita cristiana, e ci ha parlato della pace, della misericordia di Dio e del perdono dei peccati, ci ha esortato a far crescere la nostra fede, e oggi ci parla della preghiera: “diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai”. Secondo Gesù, per verificare se abbiamo fede dobbiamo vedere se siamo perseveranti nella preghiera e se preghiamo con insistenza, come ha fatto Mosè (nella prima lettura), che prega con insistenza per ottenere da Dio la salvezza del popolo, e come ha fatto anche la vedova descritta nel vangelo che, dopo tante preghiere che rivolge al giudice iniquo, ottiene ciò che era giusto per lei.
La preghiera deve essere il respiro della nostra vita cristiana: se non respiriamo fisicamente, la nostra vita umana muore, e, allo stesso modo, se non capiamo che la preghiera deve essere il respiro che ci fa vivere con Dio, anche la nostra vita cristiana muore.
Pregare significa che stiamo davanti a Dio e dialoghiamo con Lui: nella preghiera, spesso, diciamo a Dio la fatica che facciamo nel sopportare e nell’accettare certe persone, gli manifestiamo i nostri mali, i nostri difetti e imploriamo il suo aiuto.
Gesù ci invita a pregare con insistenza e a essere costanti nella nostra preghiera, anche nei momenti del dolore e della sofferenza. Noi preghiamo, facciamo le nostre richieste al Signore, vediamo che il Signore non ci esaudisce, e allora la nostra fede in Dio crolla e, delusi, smettiamo di pregare. Forse pensiamo che la nostra preghiera sia necessari per convincere Dio perché sia Lui a seguire la nostra volontà.
La preghiera deve essere un incontro, un dialogo che facciamo con Dio non per risolvere i nostri problemi, ma la preghiera deve aiutarci a far crescere il nostro desiderio di vivere in unione con Lui, prendendo coscienza dei nostri veri bisogni, il primo dei quali è la conversione del cuore, il cambiamento della nostra vita, e la preghiera, il nostro dialogo con Dio, ci deve dare la forza per stare e per accettare le situazioni tristi e dolorose nelle quali viviamo.
“Ma il Figlio dell’Uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”: per far aumentare la nostra fede è necessaria la preghiera che dobbiamo fare costanza come ha fatto Mosè, ed è importante vivere sempre in unione con la Parola di Dio, come dice Paolo a Timoteo: “Conosci le Sacre Scritture: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù”.
Preghiamo con costanza, sempre uniti alla Parola di Dio, per crescere nella nostra fede in Lui.

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