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Tutti i Santi

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Solennità di Tutti i Santi
"Rallegriamoci tutti nel Signore in questa solennità di tutti i Santi; con noi gioiscono gli Angeli e lodano il Figlio di Dio".
Ogni anno, il 1° novembre, la Chiesa celebra questa solennità, durante la quale noi ricordiamo i santi che veneriamo (Sant'Antonio, Santa Rita, San Francesco…), e ricordiamo anche i nostri parenti, amici e conoscenti, che sono stati già chiamati da Dio presso di sé e che noi ormai consideriamo che siano dei santi, perché vivono in unione totale con Dio. Però, forse, venerando questi "Santi", non sempre celebriamo e ricordiamo la santità di Dio che risplende negli uomini. Ci dice Giovanni che ogni uomo è figlio di Dio, e come figli di Dio, con il nostro amore, con la ricerca della pace, della giustizia, e con la nostra vita di misericordia, partecipiamo della stessa santità di Dio.
Ogni uomo, tutti quanti noi, siamo chiamati ad essere santi, per poter essere immagine di Dio che ci dice “siate Santi come io sono Santo”, ma spesso abbiamo considerato i santi che veneriamo, come degli "eroi", e abbiamo pensato e detto tante volte che noi santi non lo saremmo mai. La santità non è qualcosa che è stata riservata ad alcune persone, come S. Antonio, santa Rita, …, ma la santità è per tutti noi, che, come hanno fatto i Santi che veneriamo, anche noi dobbiamo fare scelte radicali. Essere Santi non significa fare miracoli o opere straordinarie, ma essere santi significa che dobbiamo prendere sul serio il Vangelo, che dobbiamo viverlo nella nostra vita e dobbiamo mostrarlo agli altri con il nostro comportamento di amore, di misericordia e di pace.
Questo non è semplice, ma possiamo farlo se anche noi cerchiamo di essere “eroi” nelle scelte che facciamo: S. Francesco non è un eroe perché è Santo, ma è un eroe perché nella sua vita, per amore a Dio, a Gesù e agli altri, ha saputo rinunciare alle sue ricchezze materiali, cambiando totalmente la sua vita. Santa Teresa di Lisieux, è diventata santa, perché ha affrontato la sua vita con serenità e semplicità, lasciandosi guidare dalla Parola di Dio. Senza fare cose straordinarie, ma facendo straordinariamente bene le cose quotidiane, anche noi possiamo essere “Santi”.
Possiamo diventare “santi”, anche semplicemente lavando i piatti e pulendo la casa, però, facendolo con amore; possiamo essere “santi”, “beati”, vivendo le “Beatitudini”, cercando di essere pieni di Dio e non delle realtà umane e materiali. Saremmo Santi se saremo miti con gli altri, cercando di essere sempre giusti. In questo modo saremmo l’immagine di Dio in terra.
“Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli” ci ha detto il Signore; e allora, anche noi possiamo far parte dei centoquarantaquattromila segnati, di cui ci parla l’Apocalisse, che hanno la salvezza. 144.000 è solo un numero simbolico, a differenza di ciò che pensano varie sete, altrimenti non ci sarebbe più posto per noi, perché i 144.000 posti sarebbero già tutti occupati; ma Giovanni, oltre i 144 mila, vede “una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua”: in questa moltitudine immensa c’è posto anche per ciascuno di noi. E allora: impegniamoci!
I Santi che veneriamo, i nostri parenti e amici, sono lì, e ci incoraggiano e ci dicono che anche noi ce la possiamo fare a vedere Dio così come egli è, alla fine della nostra vita.
“Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.

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