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Tutti i Santi

Quando parliamo dei Santi o celebriamo, come oggi, la Solennità di Tutti i Santi, pensiamo subito a Sant’Antonio, a Santa Rita, a San Francesco, Madre Teresa, Padre Pio, …, a tutti i santi che veneriamo e che immaginiamo con l’aureola perché sono in intimità con Dio. Ed è giusto, perché i santi sono quelle persone che nella loro vita hanno sempre cercato di accogliere la misericordia di Dio e di vivere in unione con Lui e con i fratelli, anche in mezzo alle difficoltà e alle sofferenze. Ma non basta!
In questa “moltitudine immensa”, della quale ci parla il brano dell’Apocalisse, ci sono senz’altro i Santi che veneriamo, ma in questa “moltitudine immensa” ci sono tutte le persone che sono state salvate dal Sangue di Cristo e hanno cercato di vivere il Vangelo nella loro vita. E allora, in questa “moltitudine immensa” di salvati, che sta vicino a Dio, c’è anche il marito o la moglie di qualcuno di noi, ci possono essere anche i nostri figli che ci hanno preceduto nell’incontro con Dio; ci sono, senz’altro, anche nostro padre, nostra madre, i nostri fratelli, tutte le nostre persone care che nella loro vita hanno cercato di vivere in unione con Dio, o che, magari, lo hanno scoperto  e lo hanno accolto solo nell’ultimo momento della loro vita, e si sono affidati alla Sua misericordia.
Forse siamo convinti che la vera santità appartenga a pochi, che solo poche persone la possano raggiungere, e pensiamo che per noi sia assurdo e impossibile percorrere la strada verso la santità. Essere Santi, non significa che dobbiamo fare miracoli o opere straordinarie, ma essere santi significa che dobbiamo vivere il vangelo nella nostra vita, con l’amore, la misericordia e la pace verso tutti.
Tutti quanti siamo chiamati ad essere santi, siamo chiamati a vivere come figli di Dio, senza bisogno che facciamo scelte eroiche come S. Francesco che ha abbandonato completamente le sue ricchezze per seguire Cristo.
Il nostro desiderio è senz’altro quello di trovare la felicità, anche nel nostro mondo che è pieno di odio e di violenza, pieno di difficoltà, e il brano delle “beatitudini” ci attrae e ci sconvolge. Il termine greco “Beatitudine” possiamo tradurlo anche come “Felicità”: Beato = Felice.
Gesù, nel brano delle “Beatitudini”, nel brano della “Felicità”, ci presenta quella che è la strada che dobbiamo percorrere per essere santi anche noi, e ci dice “beati, felici i poveri in spirito; beati, felici quelli che sono nel pianto; beati, felici i miti; beati, felici quelli che hanno fame e sete della giustizia; beati, felici i misericordiosi”, e queste sono delle proposte di vita che sono contrarie a quelle che oggi la società ci propone, che è contraria al pianto, alla sofferenza, alla mitezza, e vede nella felicità solo l’aspetto umano della salute, della ricchezza e del benessere. La felicità che Gesù ci propone è quella di vivere secondo il disegno di Dio, non cercando la sofferenza e l’odio degli altri, ma dobbiamo allargare il nostro cuore e amare anche quelli che ci fanno del male.
I Santi sono riusciti a vivere così, anche senza opere miracolose, e anche noi possiamo farcela, e alla fine, assieme ai Santi che veneriamo e con i nostri genitori, con i figli e con gli amici, anche noi, vedremo Dio “così come Egli è”.
“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”.

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