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Tutti i Santi

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Tutti i Santi
Oggi per noi cristiani, celebrando la Solennità di Tutti i Santi, è un giorno di festa perché ricordiamo in particolar modo i nostri Santi protettori che con fatica e impegno hanno vissuto la loro vita cercando di vivere sempre in unione con Dio Padre e con Gesù, e allora penso che la prima idea che voglio lasciarvi sia quella di fare un augurio di buon onomastico a tutti voi, perché ricordiamo il nostro Santo patrono.
Tutti siamo devoti di Sant’Antonio, di San Francesco, di Santa Rita, …, perché riconosciamo l’impegno che hanno messo nella loro vita per mettere in pratica la Parola del Vangelo, ma tante volte ci siamo detti: “Come hanno fatto a diventare santi? Io non ci riesco”. Ci sono riusciti a diventare Santi, perché hanno cercato di vivere sempre la Parola di Dio, mettendola in pratica nella loro vita, anche quando era difficile rinunciare alla propria mentalità e alle proprie idee. Hanno dimenticato se stessi, per lasciare spazio alla Parola di Dio e non alla loro mentalità umana. E questo è difficile. Ecco perché noi non riusciamo a diventare Santi: perché siamo pieni di noi stessi e non di Dio.
Se vogliamo diventare santi, anche noi dobbiamo vivere il brano del Vangelo odierno, il brano delle Beatitudini: saremmo beati, uniti a Dio, se saremo poveri dalle cose umane nel nostro cuore, se piangiamo nelle sofferenze senza ribellarci. Saremo pieni di Dio se saremo miti con gli altri, se cerchiamo sempre la giustizia, se siamo misericordiosi e puri nel nostro cuore. Saremo beati se abbiamo la Pace (Dio) nel nostro cuore, e cerchiamo di comunicare questa Pace agli altri con la nostra vita di perdono e di misericordia, accettando pienamente anche le persecuzioni, e allora, “Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei Cieli”. Vogliamo diventare Santi? È questa la strada che dobbiamo percorrere. Non diciamo più “non ce la faccio!”. Iniziamo a vivere sempre la Parola di Dio.
Tutti i Santi! Ma chi sono questi Santi che oggi ricordiamo? Solo Sant’Antonio, San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Paolo II o altri che veneriamo sull’altere? No! Nell’Apocalisse si parla di “una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua”, e in questa “moltitudine immensa” ci sono anche tutte le persone che non veneriamo sull’altare, ma che hanno cercato di vivere la loro vita in unione con Dio, e in questa “moltitudine” ci sono anche i nostri parenti e conoscenti che sono stati già chiamati da Dio presso di sé: ci sono anche i nostri genitori, i mariti, i nostri fratelli e sorelle, e, in qualche caso, anche i nostri figli che magari all’ultimo momento sono ritornati al Signore, e ora sono pieni della sua presenza. E in questa “moltitudine” dobbiamo esserci anche noi!
Voglio lasciarvi un’ultima idea. San Giovanni, nella sua prima lettera, ci ha ricordato che siamo figli di Dio, e come figli di Dio, noi siamo immagine di Dio che è Santo. Allora, oggi celebriamo Tutti i Santi: togliamo la lettera centrale “i”, e resta non “Tutti i Santi”, ma rimane “Tutti Santi”, ed questa l’esortazione che oggi la Liturgia ci vuole lasciare. Celebrare la solennità di “Tutti i Santi” vuol dire che da questo momento tutti noi dobbiamo essere Santi, Tutti Santi, vivendo e mettendo in pratica nella nostra vita ogni Parola del Signore. Così entreremo anche noi in quella “moltitudine” che sperimenta la continua presenza di Dio.
“Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto!”

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