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Martedì Santo

Liturgia della Parola > Quaresima > Settimana Santa
Martedì Santo

In questo secondo giorno della Settimana Santa che stiamo vivendo, è ancora l’evangelista Giovanni che ci accompagna. Dopo le aspre polemiche con i farisei, che abbiamo esaminato nei giorni passati, ci saremmo aspettati che il tradimento giungesse da uno dei farisei. Invece, a tradirlo è uno dei fedelissimi, un discepolo che ha condiviso tutto il cammino con Gesù, che è stato vicino a lui in tutte le sue vicende, che ha assistito a tutti i suoi prodigi in favore dei poveri e dei sofferenti, e che ora è lì, seduto a mensa con Gesù, con nel cuore un progetto iniquo. È lì, e sembra disposto a seguire Gesù, ma sta fingendo una fedeltà che lui ha già tradito nel suo cuore.
La volontà di Gesù è quella di salvare chi gli è stato affidato, e cerca di far rinsavire Giuda con il boccone, con la comunione che gli dà, ma ormai Giuda è abitato dalle tenebre ed è completamente chiuso, e il Vangelo ci descrive questa chiusura con l’inciso: “…ed era notte”! Notte, buio nell’ambiente e notte nel cuore di Giuda. E, nonostante questo, Gesù esulta perché ora è il momento della glorificazione, ora potrà dimostrare l'autentico volto di Dio, che è amore totale.
Ma Gesù vuole salvare anche Pietro, lo vuole salvare dal suo credersi migliore degli altri. Pietro esclama “Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te”, e Gesù rispose “Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte”.
E Gesù vuole salvare anche noi dai nostri peccati, dal nostro crederci migliori degli altri, e dal nostro essere convinti che siamo suoi veri discepoli. Non esiste tenebra, buio, che ci possa definitivamente allontanare da Dio. Non esiste peccato che ci possa impedire di rinascere.

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