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Maria Madre di Dio

Liturgia della Parola > Natale
Maria Madre di Dio

Oggi, 1 gennaio, è un giorno dedicato prevalentemente allo scambio degli auguri: magari ci auguriamo il benessere, ci diamo gli auguri di pace, auguriamo il successo, il lavoro (giustissimo perché oggi ce ne è molto bisogno), molti si augurano la ricchezza; però, per noi cristiani, l'augurio migliore che possiamo rivolgerci è quello che anticamente si scambiavano gli ebrei e che ci viene presentato nella prima lettura: "Ti benedica il Signore e ti custodisca; il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace". È questo l'augurio che si rivolgevano anticamente gli ebrei e che dovremmo rivolgerci oggi anche noi, in modo che questo nuovo anno sia un anno vissuto principalmente alla presenza di Dio. Dobbiamo fare in modo che questo sia un anno nel quale Dio continuamente ci mostra la sua benedizione, la sua presenza. Facciamo in modo che questo sia un anno in cui possiamo gustare il Volto di Dio. Ieri, concludendo l'anno, abbiamo ringraziato il Signore per questo anno vissuto, che era pieno di gioia e anche di tante difficoltà e di tanti problemi: ma senz'altro è stato un anno in cui abbiamo sperimentato l'Amore di Dio.
Oggi iniziamo un nuovo anno, e dobbiamo chiedere a Dio la sua benedizione: non dobbiamo chiedere il benessere, la ricchezza, e neppure la salute, ma dobbiamo chiedere principalmente la Sua benedizione, la Sua presenza nella nostra vita.
Il primo giorno dell'anno è dedicato a Maria Santissima, Madre di Dio e Madre nostra, della Chiesa, ed è bello iniziare il nuovo anno con l'immagine di Maria che è anche Madre di ciascuno di noi. Maria è colei che ci protegge, che ci guida nel nostro cammino, è colei che ci prende per mano e ci sa guidare come ha guidato suo Figlio Gesù, sino all'offerta totale di se stesso. Allo stesso modo, Maria Santissima, se ci affidiamo a lei, saprà guidare anche ciascuno di noi nel nostro cammino per incontrarci con Dio.
Il brano del Vangelo ci parla dei pastori che, dopo aver ricevuto l'annuncio dell'Angelo che era nato il Salvatore, ci dice Luca, "i pastori andarono senza indugio e trovarono Maria, Giuseppe e il Bambino adagiato nella mangiatoia". Andarono senza indugio a incontrare il Salvatore. Andarono senza indugio. Non hanno considerato se c'era caldo o c'era freddo, se c'era luce o c'era buio. No! Andarono senza indugio verso il Salvatore. Forse hanno messo da parte anche le loro pecore, in un luogo sicuro: hanno lasciato tutto e sono andati verso il Signore. Andarono senza indugio.
Oggi iniziamo un nuovo anno nel quale siamo chiamati a vivere con impegno e generosità, un anno in cui siamo chiamati ad avere un rapporto di amore, di intimità profonda con Dio: anche noi dobbiamo essere come i pastori. Dobbiamo andare senza indugio per incontrare Maria, Giuseppe e il Bambino: dobbiamo camminare, dobbiamo andare senza indugio.
I pastori dopo questo incontro "se ne tornarono glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto": facciamo in modo che tutto questo anno che il Signore mette a nostra disposizione, sia un continuo lodare e glorificare il Signore con la nostra vita di amore, di pace, di bontà e di disponibilità.
Il 1 gennaio è il giorno dedicato alla "Pace", e dobbiamo pregare perché ci sia sempre la pace nel mondo (ce n'è tanto bisogno) e non ci sia la strage degli innocenti, però non basta pregare: forse dobbiamo fare qualcosa di più. Nel nostro piccolo, nella nostra comunità, perché regni la pace dobbiamo vivere in pace tra di noi. Con la nostra preghiera e con il nostro impegno quotidiano per la pace, la presenza del Signore entrerà sempre più nella nostra umanità.

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