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16 domenica Ordinario

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
16 domenica Ordinario

Domenica scorsa, nel brano del Vangelo, abbiamo sentito l'episodio del samaritano che si ferma ad assistere quella persona che è stata succube dei briganti: Gesù è il Buon Samaritano, che si preoccupa e va incontro alle persone che hanno bisogno del suo aiuto.
La Liturgia odierna possiamo dire che sia il continuo della Liturgia di domenica scorsa, perché cii parla del tema della accoglienza. Domenica scorsa dicevamo che anche noi dobbiamo essere dei "samaritani", delle persone che si interessano degli altri, e la liturgia odierna ci presenta Gesù, Buon Pastore, Samaritano, che si ferma, mentre è in viaggio verso Gerusalemme dove morirà in croce, che si ferma in casa di amici: va a casa di Marta e di Maria, sorelle di Lazzaro, e si trattiene con loro. Il Signore viene incontro a ciascuno di noi, si fa "ospite" nelle nostre case, come si è fatto ospite nella casa di Marta e di Maria. Però, dobbiamo ricordarci che non è lui che ha bisogno, ma che siamo noi che abbiamo bisogno di accogliere il Signore che passa, che viene.
Il Signore viene continuamente a incontrarsi con noi, in tantissimi modi, e dobbiamo avere un atteggiamento di piena accoglienza del Signore: dobbiamo ricevere dentro di noi, nel nostro cuore, questo Signore che viene a visitarci, a incontrarsi con ciascuno di noi.
Dobbiamo avere lo stesso animo di Abramo, che vede tre persone che si dirigono verso di lui, e subito va all'ingresso della tenda per accogliere queste tre persone, Dio, che va incontro a lui; dobbiamo avere la stessa disponibilità di Marta e di Maria che accolgono il Signore nella loro casa, e lo accolgono in due modi diversi, che sono entrambi necessari: in Marta sembra prevalere il voler sbrigare tutte le cose per accogliere bene il Signore, mentre Maria si mette ai piedi di Gesù e ascolta la sua parola. Gesù non condanna Marta anche se le dice che si agita per tante cose (come spesso facciamo anche noi per ricevere un ospite che viene a visitarci). Forse, raramente, abbiamo la disponibilità di stare all'ascolto dell'altro, che probabilmente ha anche bisogno di sfogarsi, di confidarsi, di comunicarsi.
Dobbiamo essere sempre pronti a fare qualcosa per accogliere il Signore che vuole venire dentro di noi, e dobbiamo aprire il nostro cuore alla sua parola. Alla Colletta chiediamo a Dio di darci un cuore umile e mite, per ascoltare la parola del Figlio di Dio, Gesù, e "per servirlo come ospite nella persona dei nostri fratelli".
Dobbiamo essere pronti e disponibili nei confronti dei vostri fratelli, e principalmente dobbiamo essere pronti e disponibili, principalmente, nei confronti di Dio e della sua Parola, che cambia completamente la nostra vita rendendoci testimoni della parola di Dio, come è stata l'esperienza di Paolo, che, dopo aver avuto l'incontro-scontro con Gesù, è stato un vero testimone della parola di Dio messa in pratica.

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