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1 domenica Quaresima

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1 domenica di Quaresima


Già dal nome Quaresima, che significa quaranta, questo tempo di Quaresima,  ci riporta a vivere la stessa situazione di Israele nel deserto, quando per quaranta anni, il popolo fa esperienza viva del suo Dio, che si mostra sempre presente nelle loro difficoltà, ma il popolo, nel deserto, oltre che esperienza di Dio, fa anche esperienza della propria debolezza e dei propri tradimenti verso Dio, che sono una conseguenza della debolezza e del tradimento di Adamo e di Eva con il peccato originale, come ci viene riferito dalla prima lettura. Come noi, che spesso sentiamo la presenza di Dio, e subito dopo ci allontaniamo da Lui con il nostro peccato. Anche Paolo, nel brano della lettera ai Romani, ci ricorda che come conseguenza di questo primo peccato, nel mondo è entrato il peccato e la morte. Noi, discendenti di Adamo, dobbiamo riconoscere che nella nostra vita abbiamo spesso tante tentazioni, abbiamo tanti stimoli che ci portano ad allontanarci da Dio e a tradirlo con il nostro peccato. Non sempre siamo fedeli a Dio e alla sua Parola.
Ma, in questa realtà umana, di fronte a questa esperienza di vita di peccato e di fallimenti, si inserisce Gesù. Lui vive le stesse tentazioni che abbiamo anche noi, però riesce a vincere le tentazioni che vogliono allontanarlo dal suo rapporto di intimità con Dio Padre.
La prima tentazione è quella del pane, che è un elemento necessario, che serve all’uomo per non morire di fame: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane”. Gesù ha passato 40 giorni nel deserto, digiunando, e ora ha bisogno di energia per poter andare avanti, e il tentatore vuole che trasformi le pietre in pane, per dimostrare che per andare avanti c’è bisogno delle cose umane; e Gesù risponde che per andare avanti non sono sufficienti solo le cose umane, ma “non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Tante volte anche noi preferiamo nutrirci delle cose umane, mettendo da parte il nutrirci della Parola di Dio.
Il diavolo continua con la seconda tentazione, e lo porta sul punto più alto del Tempio, esortandolo a buttarsi giù con sicurezza, perché, se è veramente Figlio di Dio, sarebbero intervenuti gli angeli a sorreggerlo. È la tentazione che tante volte colpisce anche noi quando nelle nostre preghiere non abbiamo una totale fiducia in Dio, ma chiediamo a Dio un miracolo a nostro favore. Mettiamo alla prova Dio, sicuri che certamente interverrà perché siamo convinti di essere dei buoni figli di Dio: e allora, per forza, deve mandare i suoi angeli a sostenerci, ad aiutarci. Per forza! “Gesù gli rispose: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”. Noi pretendiamo i miracoli, perchéci riteniamo giusti.
Purtroppo, anche oggi, il mondo e la nostra società, sembra che appartengano al diavolo, sono un suo potere, e nella terza tentazione il diavolo “gli mostrò tutti i regni del mondo e disse ‘tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai’”. Gesù non è alla ricerca del potere, della gloria, ma ciò che ci propone è la Croce, e per questo, Dio, non è presente nei regni di questo mondo e non è presente nella società. Tante persone non accettano il suo messaggio della Croce, ma preferiscono, o preferiamo, la gloria umana, e per raggiungerla molti sono disposti a vendere la loro anima, per avere la gloria umana sono disposti ad adorare il demonio. Forse anche noi, talvolta, preferiamo la gloria umana, invece di rendere culto a Dio. “Il Signore Dio tuo adorerai: a lui solo renderai culto”.
Gesù vince queste tentazioni perché resta fedele alla parola di Dio, e anche noi, se restiamo fedeli alla parola di Dio e la osserviamo, vinceremo le tentazioni che il mondo oggi ci presenta, e vivremo la vita di amore e di grazia, riconciliati con Dio.
“Perdonaci, Signore: abbiamo peccato”.

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