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Mercoledì Santo

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Mercoledì Santo

Siamo ormai al terzo giorno della Settimana che ci avvicina alla celebrazione della Pasqua di Risurrezione, e che anticipa il Triduo Santo nel quale rivivremo gli ultimi momenti della vita di Gesù, con l’istituzione della Eucaristia, il Giovedì Santo, e con la sua Morte in Croce, il Venerdì Santo: due giorni illuminati dall’Amore del Signore.
Ieri il Vangelo di Giovanni ci ha descritto il “boccone” dato a Giuda, il suo tradimento, il profondo turbamento di Gesù, mostrandoci anche la sicurezza di Pietro, e oggi la Liturgia ci ripropone lo stesso avvenimento come è presentato nel Vangelo di Matteo.
Giuda si reca dai capi dei sacerdoti, e per trenta monete d’argento vende Gesù. Noi abbiamo sempre giudicato male l’atteggiamento di Giuda, lo abbiamo e lo critichiamo, perché, forse, ci riteniamo migliori di lui. Per noi è facile dividere il mondo in buoni e cattivi, e noi ci definiamo sempre tra i buoni e non tra i cattivi. Certamente non siamo santi, ma ci consideriamo che, sicuramente, siamo migliori di uno come Giuda.
Tante volte anche noi “svendiamo” Dio, e preferiamo i nostri comodi, il nostro egoismo, il piacere, il successo … Quanto vale per me il Signore? Io penso e sono convinto di amare il Signore, ma poi, tante volte, lo tradisco con i fatti e scendo a tanti compromessi per non seguirlo completamente.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    
Durante l'ultima cena, Gesù annuncia che sarà tradito da uno dei suoi discepoli, che restano turbati e chiedono: "Sono forse io, Signore?". Anche Giuda pone la domanda “Rabbì, sono forse io?”, e come risposta Gesù gli dice "Tu l'hai detto". Giuda riceve una risposta, che lo mette di fronte alla propria libertà e responsabilità: Giuda ha venduto il Signore per trenta denari, il prezzo di uno schiavo, però, Gesù, dicendogli “tu l’hai detto”, cerca ancora di recuperarlo, come se stesse dicendo “scegli tu, Giuda, se continuare, sei tu che dici di essere un traditore. Io non credo che tu lo sia, non crederci nemmeno tu”. Nonostante tutto, cerca di recuperarlo.

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