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Mercoledì delle Ceneri

Liturgia della Parola > Tempo di Quaresima
Mercoledì delle Ceneri
Con questa liturgia del Mercoledì delle Ceneri, iniziamo oggi il tempo di quaresima, che ci accompagnerà per sei settimane, per poterci preparare alla Pasqua, quando celebreremo la Risurrezione di Gesù, e vivendo intensamente questo Tempo di Quaresima, cercheremo anche noi di essere “risorti”, di essere delle persone nuove, diverse da come siamo adesso.
Spesso anche a noi la Quaresima è stata presentata come qualcosa di triste, che ci mortificava, perché ci veniva mostrata come il tempo della rinuncia, della sofferenza, della penitenza, del sacrificio e della morte, e per questo abbiamo sempre avuto paura della Quaresima. Ma la Quaresima è il tempo in cui possiamo riavvicinarci a Dio, ed è necessario viverla intensamente, per prepararci a vivere degnamente la Pasqua di Gesù e celebrare, così, anche la nostra vita nuova.
Anche noi, spesso, siamo lontani da Dio, non troviamo sempre spazio per Lui. I programmi televisivi, certe notizie dei giornali, ci fanno gustare solo delle realtà umane che ci portano a cercare solamente il piacere delle cose materiali, che ci fanno fantasticare, e ci allontanano dall’amicizia con Dio, perché non troviamo più spazio per Lui, per Dio. Il Tempo della Quaresima, che noi consideriamo triste, deve, invece, essere un tempo di gioia, perché è un Tempo nel quale abbiamo la possibilità di ritornare a Dio.
Infatti, oggi, Dio, attraverso le parole di Gioele, dice a ciascuno di noi: “Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio”. E, attraverso Paolo, ci dice “Lasciatevi riconciliare con Dio”. È questo il cammino che dobbiamo fare in questa Quaresima: dobbiamo ritornare a Dio, e questo è gioia, anche con il digiuno e anche se abbiamo malattie e sofferenze. Lasciatevi riconciliare con Dio.
In questo tempo ci vengono mostrati tre impegni che dobbiamo assumerci, e sono la preghiera, il digiuno e l’elemosina, che ci mostrano le 3 direzioni verso cui dobbiamo orientare la nostra vita.
1. La preghiera indica quella che deve essere la nostra relazione con Dio: dobbiamo ascoltare e vivere la sua Parola, siamo invitati a intensificare la nostra preghiera quotidiana, a partecipare alla Eucaristia e a riconciliarci con Dio, attraverso la nostra confessione.
2. Il digiuno ci fa entrare in relazione con noi stessi, e dovrebbe portarci a rinunciare a quello che è superfluo, sia nel mangiare, sia nei programmi televisivi e sia nella lettura dei giornali.
3. L’elemosina ci indica il rapporto che dobbiamo avere col prossimo, e l’elemosina non significa solo dare un aiuto materiale a chi ne ha bisogno, anche questo, ma elemosina significa che devo sentirmi coinvolto nella vita dell’altro: elemosina è carità, comprensione, amabilità, perdono, verso i vicini e verso i lontani.
Tra pochi istanti sulla nostra testa riceveremo un po’ di cenere, e la cenere non serve a nulla, è insignificante, che però ci ricorda che anche noi siamo polvere, insignificanti, ci ricorda che tutto passa, che le cose che abbiamo sono passeggere, e che dobbiamo volgere il nostro sguardo verso Dio. Una formula per l’imposizione delle ceneri dice “Ricordati che sei polvere e che in polvere ritornerai”, e ci ricorda che l’uomo è stato creato dalla polvere, dalla terra, e che diventeremo nuovamente polvere, alla fine della nostra vita. Siamo nulla, siamo polvere, siamo insignificanti. Abbiamo bisogno di Dio.
Quando imporrò le ceneri su ciascuno di voi pronuncerò “Convertiti e credi al Vangelo”, cioè, credi alla Parola eterna, credi alla parola che non passerà come le cose umane, credi alla parola che ci assicura che il nostro destino è la risurrezione. Cerchiamo di essere orientati verso Dio. Per essere purificati, non ci basta ricevere le ceneri sulla nostra fronte, ma per essere veramente purificati, assieme alle ceneri ricevute sulla fronte, dobbiamo vivere anche i tre elementi di cui abbiamo parlato prima: la preghiera, che intensifica il nostro rapporto con Dio, il digiuno che ci allontana da tutte le realtà inutili e insignificanti, e l’elemosina che ci fa pensare agli altri, non per criticarli, ma che ci apre all’amore verso tutti.
“Ritornate a me con tutto il cuore”.

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