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Mercoledì delle Ceneri

Liturgia della Parola > Tempo di Quaresima
Mercoledì delle Ceneri
Ogni anno il Mercoledì delle Ceneri ci ritroviamo in Chiesa per ricevere le ceneri sul nostro capo, e, attraverso l’imposizione delle Ceneri, iniziamo il nostro cammino quaresimale. È un periodo che dura 40 giorni, e siamo invitati a vivere la Quaresima come una “quarantena”, per allontanarci dalle realtà umane e fare esperienza di Dio. Talvolta, nel Tempo di Quaresima, anche noi abbiamo “una faccia da quaresima”, siamo tristi e afflitti, perché, magari, della Quaresima, vediamo solo che siamo invitati a rinunciare a tante realtà che ci sono care, e non riusciamo a capire che dobbiamo allontanarci dalle realtà umane per poterci incontrare sempre più con Dio. E allora, la Quaresima non deve essere vissuta come un qualcosa che mi rende triste perché devo abbandonare tante realtà umane e il peccato, ma la Quaresima devo viverla con gioia, perché mi rende sempre più vicino a Dio. Il vero scopo della Quaresima è quello di portarci alla vita, alla felicità, di portarci pienamente in Dio, e questo è gioia e non tristezza.
Questo cammino quaresimale che oggi iniziamo, concretamente ci prepara a celebrare la Pasqua, e in questo tempo di Quaresima siamo invitati e guidati dalla Liturgia a convertirci, sia personalmente, sia come comunità. È proprio questo l’incoraggiamento che ci rivolge Paolo nel brano dei Corinzi: “lasciatevi riconciliare con Dio”.
Tutti noi, esaminando la nostra vita, siamo consapevoli di essere fragili, di essere deboli, di essere lontani da Dio, e il profeta Gioele ci fa sentire proprio le parole di Dio misericordioso che, rivolto anche a ciascuno di noi, ci esorta: “Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti”. La Quaresima è un cammino, e in questo cammino dobbiamo liberarci da tutto quello che ci impedisce di camminare, da tutto quello che ingombra il nostro cuore e non ci permette di ascoltare, e non ci permette di raggiungere il Signore.
Nel brano del Vangelo, Gesù ci indica la strada che dobbiamo percorrere per ritornare a Dio, e ci parla della elemosina, della carità, ci parla della preghiera e ci parla del digiuno. Elemosina, carità, non deve significare solamente mettere dei soldi nelle mani degli altri per farci notare e per liberarci da quel povero che mi disturba, ma la vera carità è che nella nostra vita dobbiamo mostrare compassione per chi soffre, donandogli la nostra attenzione e il nostro tempo, oltre il nostro contributo materiale.
Per noi che crediamo in Dio, un’altra strada che ci conduce a Lui è la preghiera, e pregare significa non solo chiedere, cosa che noi facciamo spesso, ma prima di tutto significa che dobbiamo aprire il nostro cuore per ascoltare la Parola di Dio: cerchiamo di fermarci nella nostra vita, cerchiamo di ascoltare e di meditare sull’amore che Dio ha nei confronti di ciascuno di noi.
Quando sentiamo parlare di digiuno, molti di noi storcono subito la bocca, abbiamo il volto triste. Molti fanno il digiuno con effetto dimagrante: in qualche caso servirebbe anche a noi dimagrire un po’, ma come cristiani, siamo invitati ad avere fame di cibo materiale, per poter avere fame e desiderio di Dio e della sua Parola. Cerchiamo di astenerci da tutto quello che non è necessario, che è superfluo, per non perdere di vista quello che è essenziale: Dio. Non ostacoliamo Dio che vuole che ci riconciliamo con Lui.

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