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7 domenica Ordinario

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7 domenica Ordinario

La liturgia di questa domenica mette in evidenza l'elemento che deve essere caratteristico del cristiano: l'amore totale e incondizionato verso gli altri. Al Salmo Responsoriale abbiamo ripetuto varie volte "Il Signore è buono e grande nell'amore", ed è questa la realtà del Dio in cui crediamo. Dio è buono, è grande, è immenso nel suo amore e nella sua misericordia, e questo, continuamente lo sperimentiamo, perché Dio è sempre pronto ad accoglierci, a perdonarci, a riprendere con noi un cammino di amicizia, nonostante le nostre continue infedeltà. Nonostante ci allontaniamo continuamente da lui con il nostro peccato, Dio è sempre misericordia con ciascuno di noi. Dio è amore, Dio ci ama, Dio ci vuole bene, anche se continuamente lo rifiutiamo e ci allontaniamo da lui, e cerca, in tutti i modi, di riallacciare con noi un vero rapporto di amicizia, un vero rapporto di Padre con il figlio.
Il nostro dovere come cristiani è quello di rispecchiare in noi l'immagine stessa di Dio. Come abbiamo portato l'immagine dell'uomo di terra, ci dice San Paolo, con i nostri peccati e i nostri limiti, così, "porteremo l'immagine dell'uomo celeste": siamo chiamati ad essere immagine di Dio, di Cristo, di questo Dio e di questo Cristo che continuamente mostrano nei nostri confronti un atteggiamento di bontà e di perdono.
Oggi siamo chiamati a cambiare completamente il nostro cuore, il nostro modo di agire. Senz'altro, il brano del Vangelo è sconvolgente. È una di quelle pagine che non vorremmo leggere, perché questa pagina del Vangelo mette in discussione tutta la nostra vita, tutto il nostro modo di comportarci: se esaminiamo la nostra vita, ci rendiamo conto che nei confronti degli altri, non sempre abbiamo l'amore, non sempre siamo disponibili, non sempre siamo disposti a perdonare le offese ricevute. Esaminiamo con sincerità il nostro cuore, e forse vedremo che abbiamo qualche sentimento di astio: se ci esaminiamo con sincerità, vediamo che non sempre abbiamo la capacità di perdonare o di metterci a disposizione degli altri, superando le incomprensioni.
Questa pagina del Vangelo ci dice che la nostra vita deve essere completamente diversa. Gesù va contro quella che è la mentalità della società, contro quella che è la nostra mentalità, e ci dice "Amate i vostri nemici", insegnandoci che dobbiamo avere amore anche verso i nostri nemici, e questo, non è semplice! Non è facile fare del bene a coloro che ci odiano, a coloro che ci hanno fatto del male, perché la nostra mentalità umana ci porta a rispondere a un atto di violenza con un altro atto di violenza, ci porta a rispondere a un atteggiamento di rifiuto nei nostri confronti, con un altro atteggiamento di rifiuto nei confronti di quella persona. Invece Gesù ci dice tutto il contrario: "Amate i vostri nemici..., fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano". Forse in noi prevale sempre l'elemento umano, il corpo animale, e non quella realtà spirituale creata da Cristo, il Corpo Spirituale.
Per allontanare il peccato dalla nostra vita, anche noi dobbiamo essere amore verso gli altri, dobbiamo essere misericordiosi, come Dio e come Cristo, sapendo perdonare e andando incontro agli altri. Allora, per noi, si apre una nuova realtà, e una "misura pigiata" sarà riversata su di noi: e questa “misura pigiata” è l'amore e la misericordia di Dio, che noi accoglieremo se saremo capaci di essere misericordia.
È questo il comandamento nuovo che il Signore ci ha lasciato.

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