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7 domenica Ordinario

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7 domenica Ordinario

Nel brano che San Paolo ha scritto ai Corinzi troviamo queste parole: “Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. Quale è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti”. Pongo una domanda: Noi, seguiamo l’uomo di terra, Adamo, oppure seguiamo Cristo, l’uomo celeste? Oggi siamo invitati a rispondere a questa domanda, perché il discorso di questa domenica è tutto incentrato sul tema dell'amore verso il prossimo e, in particolare, verso il nemico. Per poter essere dei veri cristiani, in noi deve rispecchiare l’immagine stessa di Dio, e Dio è Amore, e anche noi dobbiamo essere Amore.
Dio ci ama, Dio ci vuole bene, anche se continuamente lo rifiutiamo e ci allontaniamo da lui, e cerca, in tutti i modi, di riallacciare con noi un vero rapporto di amicizia, un vero rapporto che ha un Padre con il figlio.
Nella vita di ogni uomo e nella vita di ciascuno di noi, nella realtà di tante Nazioni, capitano certe situazioni che ci portano a diventare nemici, ad odiarci e a maledirci. Se siamo uomini di terra, anche noi ci troviamo in questa situazione di odio e di inimicizia, ma se seguiamo l’uomo celeste, allora saremo persone che vivono l’Amore e il perdono.
Questa realtà successe anche a Davide, che avrebbe sostituito Saul come re di Israele. Saul nutre odio e rancore nei confronti di Davide, per gelosia e per paura, e cerca di perseguitarlo e di ucciderlo, (come Erode cercava di uccidere Gesù, per gelosia e paura). Il re Saul scende nel deserto con il suo esercito, alla ricerca di Davide, e durante la notte, mentre dorme, Davide ha la possibilità di reagire, uccidendolo nel sonno, ma Davide rifiuta di farlo; e quando si allontana, prende la lancia di Saul e la sua brocca d’acqua, e, gridando a gran voce, invita uno dei suoi uomini a presentarsi per riprendere la lancia di Saul. Con il suo atteggiamento, Davide mostra a Saul che non lo deve considerare come un nemico: cambia la situazione e mostra che non si risolve tutto attraverso l’odio.
Senz'altro, il brano del Vangelo, come quello di domenica scorsa delle Beatitudini, è sconvolgente. È una di quelle pagine che preferiremo non leggere, perché mette in discussione tutta la nostra vita, tutto il nostro modo di comportarci: se esaminiamo la nostra vita, ci rendiamo conto che nei confronti degli altri, non sempre abbiamo l'amore, non sempre siamo disponibili, non sempre siamo disposti a perdonare le offese ricevute. Esaminiamo con sincerità il nostro cuore, e forse vedremo che abbiamo qualche sentimento di astio: se ci esaminiamo con sincerità, vediamo che non sempre abbiamo la capacità di perdonare o di metterci a disposizione degli altri, superando le incomprensioni.
Nel brano del Vangelo Gesù usa quattro imperativi, e ci dice “Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano”. Forse è tutto il contrario di come noi viviamo la nostra vita. Per essere dei veri cristiani non bastano le nostre riflessioni e i nostri atti di venerazione nei confronti di Dio, ma per essere dei veri cristiani, tutta la nostra vita deve cambiare. Non è facile amare chi ci offende, ma se uno mi offende uso subito la legge del taglione (mi hai fatto questo, e allora anche io te la faccio pagare). La nostra mentalità umana ci spinge a rispondere con la violenza a un atto di violenza che ho ricevuto; come faccio ad amare chi mi ha fatto del male? Ci convinciamo che non è possibile vivere gli insegnamenti che il Signore ci offre. Umanamente parlando è assurdo che io preghi per chi mi offende.
Siamo sempre l’uomo legato alla terra, e non riusciamo a vivere quella realtà spirituale che ci mostra Cristo, il quale sempre ci ripete “Amate, fate del bene, benedite e pregate”. Dobbiamo essere amore verso gli altri, cercando di essere sempre misericordiosi, perdonando e pregando per tutti. Solo in questo modo saremo immagine di Dio e accoglieremo pienamente la sua misericordia.
E concludo con alcune parole della Orazione iniziale: “Padre, …, donaci un cuore nuovo, perché diventiamo capaci di amare anche i nostri nemici e di benedire chi ci ha fatto del male.” Amen.

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