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24 domenica Ordinario

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario


24 domenica Ordinario

Il tema centrale che oggi la Liturgia ci propone può essere sintetizzato da queste parole, “Quello che era perduto è stato ritrovato”, perché ci viene mostrata la misericordia del Padre che si interessa di ciascuno di noi.
Il brano dell’Esodo, prima lettura, ci ha mostrato che Mosè sale sul monte per incontrarsi con Dio, e il popolo, dopo che è stato liberato dalla schiavitù egiziana, sentendosi solo, si allontana da Dio e adora l’immagine di un vitello d’oro, e questo suscita l’ira di Dio che vorrebbe punirlo. Ma, interviene Mosè che intercede a favore del popolo, e Dio lo perdona. Dio è Misericordia, e si mostra misericordioso.
È questa anche l’esperienza di Paolo che per tanto tempo aveva perseguitato i cristiani ed era stato un bestemmiatore, e, dopo che si era incontrato con Gesù sulla via di Damasco, ed era stato chiamato, può affermare “mi è stata usata misericordia, …, e così la grazia del Signore ha sovrabbondato”. Paolo ha sperimentato la Misericordia di Dio, come la sperimentiamo anche noi continuamente: Dio è Misericordia!
Gesù è stato sempre con i peccatori e i pubblicani, giudicati negativamente dal pinto di vista religioso, e questo dà fastidio ai farisei e agli scribi, come ci ha mostrato l’inizio del brano del Vangelo. Gli scribi e i farisei dovrebbero essere più vicini a Dio, e invece se ne allontanano, mentre i peccatori e i pubblicani, che erano considerati perduti e lontani da Dio, sono, invece, i più vicini a Gesù e sono cercati da Lui, che è venuto per raccogliere i figli dispersi. Il motivo dello scontro tra Gesù e i farisei è perché i capi religiosi accolgono i peccatori solo dopo il loro pentimento, mentre Gesù dimostra amore verso questa gente prima ancora del loro ravvedimento. Gesù è venuto a chiamare i peccatori, a cercare tutti noi, anche se siamo ancora peccatori.
Il brano del vangelo ci presenta tre parabole: quella della pecorella che si smarrisce, quella della donna che perde una moneta e che poi ritrova, e quella dei due figli che stanno lontani dal padre. La pecorella si è persa nel deserto, e la moneta è stata smarrita in casa, e queste due parabole ci rappresentano i due figli della terza parabola: il minore si perde nel deserto, come la pecorella, andando via dalla casa del padre, e il figlio maggiore è come la moneta che si perde in casa, perché lui sta a casa, ma con la sua vita è lontano dal padre. Non sentiamoci tranquilli perché crediamo di essere nella casa del Padre: siamo veramente in unione con Dio?
In cielo c’è festa quando un peccatore ritorna, come gli amici fanno festa per la pecorella e per la moneta che è stata ritrovata. Dio lascia le 99 pecore per cercare quella perduta, e forse questo ci può sembrare sbagliato. Ma Dio è sempre alla ricerca del peccatore e non abbandona chi già lo segue. E questo non dovrebbe renderci tristi, ma deve ricordarci che la pecora e la moneta smarrite, che il figlio minore e quello anziano rappresentano ognuno di noi, siamo tutti noi che ci allontaniamo da Dio Padre. Ma il Signore viene sempre a incontrarci: lasciamoci trovare da Lui e seguiamolo.
“Vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte”.

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