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1 domenica di Avvento

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1 domenica Avvento

Domenica scorsa con la solennità di Cristo Re dell’Universo, abbiamo concluso l’Anno Liturgico, e oggi, prima domenica di Avvento, iniziamo il nuovo anno liturgico 2018-19, e le domeniche sentiremo prevalentemente il Vangelo di Luca. Oggi iniziamo il nuovo anno con il Tempo di Avvento, e allora oggi è il Capodanno dell’Anno Liturgico: dovremmo scambiarci gli auguri come facciamo ogni primo gennaio: "Anno nuovo, vita nuova!".
L’avvento è il tempo quando le madri aspettano la nascita del proprio figlio, e molte di voi hanno vissuto "l’avvento", l’attesa del proprio figlio, come è stata l’esperienza della Madonna e di Elisabetta che aspettavano la nascita di Gesù e di Giovanni Battista, e quindi hanno vissuto il loro "avvento".
Per noi cristiani, che cosa è il Tempo di Avvento che oggi stiamo iniziando? Il Tempo di Avvento è il periodo durante il quale ci prepariamo a incontrarci con il “Signore che viene”, e quindi è un tempo nel quale dobbiamo prepararci per incontrarlo quando lo celebreremo e lo ricorderemo il 25 dicembre, giorno di Natale. Quindi l'avvento è, senza dubbio, una preparazione al Natale.
Cosa dobbiamo fare per prepararci a questo incontro? Paolo, nel brano ai Tessalonicesi, ci dice “il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore tra voi e verso tutti, …, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità…, possiate progredire ancora di più”. Siamo invitati a vivere nell’amore e nella disponibilità verso gli altri e verso Dio, per poter accogliere il Signore che viene. Non è venuto solo 2000 anni fa, ma viene anche oggi, continuamente, e per poterlo incontrare dobbiamo restare fedeli alla preghiera, alla meditazione, dobbiamo fare opere di carità: dobbiamo vivere “Dio Misericordia”. Tutto questo, se vogliamo che per noi sia un vero Natale. Il Signore è venuto e viene continuamente da noi: andiamo anche noi incontro a Lui.
Geremia ci ha detto: “verranno giorni nei quali io realizzerò le promesse di bene”. E’ un grido di speranza questo di Geremia, e guardandoci attorno, in mezzo a tante distruzioni e ingiustizie, ci accorgiamo di quanto sia urgente vivere nella pace e nella riconciliazione. Non siamo sereni e tranquilli nel nostro mondo, e come cristiani dobbiamo impegnarci a vivere con atteggiamenti di opere di bene.
Il brano di Luca ci mostra elementi catastrofici e terrificanti che sottintendono la realtà futura di un Dio che avrà la meglio sulla malvagità dell'uomo. Parole come "oscuramento del sole", "segni nel sole, nella luna e nelle stelle", "angoscia di popoli", legate al sopraggiungere del "Signore glorioso ", non ci devono terrorizzare, ma queste parole vogliono solo indicare che il Signore che viene alla fine dei tempi, sconvolgerà la nostra grandezza, la nostra superbia e la nostra arroganza.
Quindi, non pensiamo solo a prepararci per questo Natale, quando il Signore viene, ma tutta la nostra vita deve essere vissuta come Avvento, perché il Signore, si, viene ogni giorno, ricorderemo e celebreremo la sua venuta nel giorno di Natale, ma verrà in modo totale e definitivo al termine della storia, alla fine dei tempi. Prepariamoci a incontrarlo in questo Natale, e prepariamoci a incontrare alla fine dei tempi, il “Dio veniente”. Non fermiamoci all’oggi, ma guardiamo oltre. Ci può essere un mondo nuovo,un'altra vita. Un mondo più buono e più giusto, dove sarà sempre presente Dio con il suo Amore e la sua pace: il Regno dei Cieli. Tutta la nostra vita deve essere un "Avvento", nel quale aspettiamo il "Signore che viene".
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