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Assunzione

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Assunzione di Maria in Cielo

Oggi celebriamo Maria che è stata assunta in Cielo con il corpo e l’anima, e questa solennità ci sembra qualcosa di straordinario, di soprannaturale, ci fa pensare a Maria Santissima come a una donna speciale, che ora sta su un piedistallo in Cielo, però questa idea rischia di allontanare dalla nostra vita la Madonna, che Dio ha scelto per entrare nella nostra vita. Vivere questa solennità dell’Assunzione, vuol dire che dobbiamo legarla alla nostra vita attuale.
Maria è stata scelta da Dio per la sua umiltà, per la sua discrezione, per il suo nascondimento, e il primo invito che questa celebrazione ci rivolge, è quello del silenzio, dell’ascolto. Ascoltare Dio. Nel mondo di oggi tutti parlano, tutti dicono, tutti presentano le loro idee come giuste, e la Parola di Dio ci dice che è necessario fare silenzio, che non tutto si può spiegare, che non tutto si può risolvere. Di questa solennità non se ne parla nella Bibbia, e allora l'Assunzione di Maria al cielo è un qualcosa che rimane nel segreto, nel silenzio delle cose grandi e bellissime che fa Dio, il quale ci invita a riflettere, a pensare, ad andare in profondità a ogni mistero.
Il Cielo per noi non è più una realtà lontana e sconosciuta, perché ora nel Cielo abbiamo una Madre, la Madre di Dio, la Madre di Gesù, che è anche la nostra Madre. Infatti Gesù, parlando con Giovanni (che rappresenta ciascuno di noi), esclama "Ecco la tua Madre!". Nel cielo abbiamo una Madre il cui cuore pulsa, batte per tutti noi nel cuore di Dio.
La prima lettura ci mostra che il cielo è aperto (“Si aprì il Tempio di Dio che è nel Cielo”), quasi che Dio ci dicesse “non vedete che il cielo è aperto? Non vedete che il tempio è aperto? Entrate!”. Entrare anche noi nel Cielo, dipende dal nostro impegno. Quello che è avvenuto per Maria, avverrà anche per ciascuno di noi.
Celebrare la solennità di Maria Assunta in cielo vuol dire ricordare quello che è avvenuto per Maria, ma vuol dire anche celebrare quello che noi saremo, significa tenere presente il nostro futuro di gloria. Con la festa della Assunzione di Maria, Dio ci fa vedere, anticipatamente, che è capace di dare la vita eterna in corpo e anima, anche a ciascuno di noi.
La gioia che ha Maria quando incontra sua cugina Elisabetta, può diventare anche la nostra gioia, se, come Maria, impariamo a dire il nostro “si” a Dio in Gesù e il nostro “no” al peccato.
Maria ha detto “si” a Dio, e “no” al peccato: da Lei impariamo a dire “si” all’amore di Dio che vuole incarnarsi in noi con la sua Parola, e, come Maria, diciamo “no” al nostro egoismo, ai nostri interessi, ai nostri piaceri, che ci allontanano da Dio e dai nostri fratelli.
È questo che la solennità di oggi ci ricorda e ci chiede: credere che la cosa più importante nella vita, più importante della vita stessa, è buttare via il peccato, e chiedere e desiderare di vivere il nostro “sì” all’amore!
Chiediamo l’aiuto a Maria perché impariamo da lei come dire il nostro “si” a Dio, e il nostro “no” al peccato. Allora anche noi, dopo la nostra morte, saremo assunti in Cielo come Maria.

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