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2 venerdì Quaresima

Liturgia della Parola > Quaresima > Quaresima 2 settimana
2 venerdì Quaresima

Oggi la Parola di Dio ci fa riflettere attraverso l’immagine della vigna, come ci ha presentato il Vangelo.
Nella mentalità ebraica la vigna rappresentava il popolo che Dio si era scelto, il popolo ebreo, che doveva ascoltare la sua Parola e produrre frutti; questa immagine ci presenta la storia dell’amore che Dio ha verso il suo popolo: un amore totale, senza limiti, come fa un contadino con la sua vigna. La pota, la coltiva, la irriga, la dissoda, la concima perché possa produrre il necessario per vivere!
Ma la vigna di Dio non è solo il popolo ebreo, ma vigna di Dio siamo anche noi che partecipiamo a questa Liturgia e che crediamo in Lui, e vigna di Dio sono tutti gli uomini, è tutto il mondo. Noi uomini siamo la vigna di Dio, che spera di ricavarne qualcosa dal nostro comportamento, ma che spesso riceve solo disprezzo e violenza. Il nostro cuore è il terreno, è il giardino nel quale Dio semina la sua Parola, e noi tante volte non lo accogliamo e lo rifiutiamo. Ma l’amore di Dio è così grande che Lui continua a manifestarci il suo amore anche quando noi non lo accogliamo.
Allo stesso modo del contadino Dio agisce con noi uomini: ci coltiva, ci irriga con la sua Parola, taglia tante realtà a cui teniamo, che però ci disturbano e ci impediscono di maturare.
In questa parabola che Gesù racconta, il padrone della vigna è Dio, che affida la vigna a noi uomini perché produca, mentre noi uomini, nel mondo produciamo solo violenza, odio, rancore… Dio ha mandato i suoi servi (profeti, …) e ha mandato suo Figlio Gesù, che sono stato rifiutati e uccisi.
Lo stesso capita anche oggi. Ci sono tanti inviati da Dio, che sono ancora maltrattati nel mondo: pensiamo ai paesi del medio oriente, dell'Africa e dell'Asia; essere cristiani in molti di questi paesi è pericoloso. Anche in occidente in generale, il cristianesimo e i veri cristiani subiscono spesso umiliazioni e pregiudizi.
Gesù è venuto a portare il Regno di Dio; ha guarito gli infermi; ha risuscitato i morti. Eppure, attorno a lui c'è un clima di sospetto, di violenza, di rifiuto. L’inviato da parte di Dio è rifiutato. E forse anche noi lo rifiutiamo, quando non abbiamo il coraggio e la forza di “vedere” tutte le meraviglie che Dio produce nella nostra vita, e non cerchiamo di mettere in pratica le sue parole nella nostra vita. Lo rifiutiamo.
“Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie”.

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