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2 domenica Ordinario

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario


2 domenica Ordinario

Abbiamo iniziato il nuovo Anno Liturgico con il tempo di Avvento, durante il quale ci siamo preparati ad accogliere il Signore che veniva tra noi, e che abbiamo celebrato con il Natale, e domenica scorsa, con la festa del Battesimo del Signore, quel Gesù, che abbiamo venerato nella grotta di Betlemme, ci è stato presentato come il Figlio di Dio: “Tu sei il Figlio mio, l’amato; in te ho posto il mio compiacimento”.
Dopo che a Natale lo abbiamo accolto, adesso, in questo Tempo Ordinario che oggi stiamo iniziando, siamo chiamati a impegnarci per riiniziare o continuare a vivere la nostra vita in intimità con Dio. E oggi, per la nostra riflessione, ci viene proposto il tema della vocazione per la nostra crescita spirituale. Cosa è la vocazione? Quando sentiamo “vocazione”, pensiamo che riguardi solo alcuni cristiani, come la vocazione al sacerdozio (per i sacerdoti), o la vocazione alla vita religiosa, per le suore e per i frati. Ma dimentichiamo che ogni persona ha la sua “vocazione”, ha un compito da realizzare nella sua vita. Se non riusciamo a capire quale è la nostra vocazione, allora la nostra vita sarà una vita sprecata, anche se riusciamo a realizzare grandi cose.
Per essere dei veri cristiani, dobbiamo conoscere, amare e seguire la stessa strada che ha percorso Gesù: la strada dell’amore. È questa la nostra vocazione. La “vocazione” non riguarda solo i sacerdoti e le suore, ma interessa tutti noi. Ora che abbiamo scoperto chi è Cristo, forse non dobbiamo più vivere superficialmente il nostro rapporto con Dio, come lo vivevano i farisei. I farisei vivevano legalmente il loro rapporto con Dio: seguivano la “legge” che imponeva di compiere determinate azioni, e loro le mettevano in pratica legalmente, ma non erano spinti dal desiderio di vivere in unione con Dio. Come talvolta facciamo anche noi, che ci sentiamo tranquilli in coscienza perché osserviamo la legge e le regole. Raramente riusciamo a sentire la voce di Dio che ci chiama.
Samuele, durante la notte, per tre volte sente che qualcuno lo chiama, e per tre volte si rivolge a Eli e gli chiede che cosa debba fare, e, alla fine, consigliato da Eli, scopre che è Dio che lo sta chiamando, e subito risponde: “Parla, perché il tuo servo ti ascolta”. È importante ascoltare la Parola di Dio, quello che Lui ci comunica. E invece noi seguiamo altre voci che ci richiamano e sono più semplici da seguire: la voce del mondo, tante altre voci che ci suggestionano, la voce della cura del nostro corpo con i suoi interessi. Quando abbiamo ricevuto il battesimo, ci ricorda Paolo, il nostro corpo è diventato il tempio, l’abitazione dello Spirito Santo, e con il nostro corpo siamo invitati a lodare e glorificare Dio con tutta la nostra vita.  
Anche Andrea e Giovanni hanno avuto la stessa esperienza di Samuele. Erano seguaci del Battista, il quale, vedendo Gesù che passa, lo annuncia come il Figlio di Dio, e Andrea e Giovanni lo seguono prontamente e iniziano a vivere e a stare con Lui. “Che cosa cercate?”, chiede Gesù; “dove dimori?”, “dove abiti?”, rispondono i due apostoli, convinti che a loro non basta un incontro fugace con il Maestro, ma che hanno bisogno di un rapporto continuo con Lui. E Gesù risponde “Venite e vedete”, che non significa che sono invitati a vedere la sua abitazione, ma che significa che sono invitati a stare con Lui. Venite e vedrete. Ed essi “andarono e videro”, e stando con Lui trovano una risposta alle loro inquietudini e ai loro problemi. Spesso noi ci accontentiamo di avere un rapporto fugace e veloce con il Signore. E anche gli altri apostoli decidono di stare e di andare con Gesù.
Anche a ciascuno di noi, oggi, il Signore chiede: “che cosa cercate?”. Noi, cerchiamo Dio o cerchiamo il benessere che ci presenta il mondo nel quale viviamo?
“Venite e vedrete”, ci dice il Signore. “Andarono e quel giorno stettero con Lui”: da quel giorno stettero sempre con il Signore. “Venite e vedrete”. Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo che ci indica di seguire la strada dell’Amore verso Dio e verso i fratelli: strada che Gesù ha vissuto pienamente.

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