2 giovedì Quaresima - Sito di don Antonello

Sito di don Antonello
Vai ai contenuti

2 giovedì Quaresima

Liturgia della Parola > Quaresima > Quaresima 2 settimana
2 giovedì Quaresima

Dopo aver sentito il brano del Vangelo, notiamo che ai due protagonisti, al ricco e a Lazzaro, è riservata una sorte diversa. Perché? Forse perché uno era ricco e l'altro povero? No!
L'uomo ricco che ci presenta questo brano del Vangelo, non è cattivo perché è ricco, non è cattivo perché ha tante ricchezze di questo mondo, ma è cattivo perché è catturato da queste ricchezze e non sa accorgersi che fuori dalla porta di casa sua c'è un povero che ha bisogno. Il vero problema non è la ricchezza, ma il vero problema è il fascino che la ricchezza esercita, perché crea disordine nel nostro cuore. La ricchezza è un pericolo se diventa il centro della nostra vita, se diventa il senso ultimo della nostra esistenza, se diventa la cosa più importante per noi, perché ci rende insensibili e chiude il nostro cuore all'amore verso gli altri, proprio perché siamo troppo occupati a pensare alle ricchezze e a pensare a noi stessi, e ci chiudiamo alle necessità degli altri.
Lazzaro si salva, è accanto ad Abramo, non perché è povero di beni, ma si salva perché ha vissuto la sua povertà come occasione per santificarsi: anche essendo povero, non bestemmiava contro Dio (a differenza nostra che ce la prendiamo con Dio se qualcosa non va come vorremmo noi), Lazzaro è mite e non incolpa e non si arrabbia con alcuno. Ha accettato la sua condizione di essere povero, di essere senza nulla, e così ha imparato a benedire Dio e ad accogliere gli altri senza sdegno o disperazione, ed accoglieva anche i cani che leccavano le sue ferite.
Sia che siamo ricchi sia che siamo poveri, siamo che siamo sani sia che siamo malati, come viviamo la nostra realtà? Apriamo sempre il nostro cuore per cercare di essere buoni, o siamo disperati e ci chiudiamo agli altri, perché abbiamo i nostri problemi e le nostre difficoltà?
Anche il ricco avrebbe potuto educare il suo cuore per essere buono e prendersi cura degli altri, e invece il suo cuore si è chiuso in se stesso e nel suo piccolo mondo di comodità, escludendo gli altri! È questo il peccato, e non l’essere benestanti. Il peccato è la mancanza di amore e di disponibilità verso gli altri.

Torna ai contenuti