6 di Pasqua - Sito di don Antonello

Sito di don Antonello
Vai ai contenuti

6 di Pasqua

Liturgia della Parola > Pasqua
6.a domenica di Pasqua

Questa sesta domenica di Pasqua ci prepara alla celebrazione dell'Ascensione del Signore al cielo che celebreremo domenica prossima. Il brano del Vangelo di Giovanni è preso dal racconto di quando Gesù cerca di preparare gli apostoli alla sua salita al Cielo nell’Ascensione, per poi ritornare per il giudizio finale: "Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Gesù alimenta negli apostoli, e alimenta in ciascuno di noi, la certezza che non siamo soli, ma che ritornerà.
Prima di allontanarsi fisicamente, Gesù ci dà degli insegnamenti molto importanti perché, dopo aver sperimentato la Pasqua, possiamo essere delle creature nuove: dobbiamo vivere nell’amore e dobbiamo annunciare il Vangelo con tutta la nostra vita, come hanno fatto Paolo e Barnaba (1 lettura).
In tutta la storia della Chiesa, e non solo oggi, ci sono stati sempre dei momenti di difficoltà e di crisi, per tante questioni che sorgevano all’interno della comunità. Fin dall’inizio della Chiesa, ci mostra la prima lettura, ci sono problemi sulla dottrina e sul comportamento da assumere: se circoncidere i nuovi cristiani e imporre le leggi ebraiche. L’importante è allontanarsi dall'idolatria, dalla violenza e dalle unioni illegittime.
Dobbiamo anche noi, come ci mostra il brano dell’Apocalisse, dobbiamo salire su di un monte grande e alto, per contemplare ed entrare nella nuova Gerusalemme, nella città Dio, e in questa città nuova di Dio in cui entriamo, il Tempio in cui incontriamo Dio non è un edificio, una chiesa, ma il Tempio in cui incontriamo Dio è l’Agnello, è Gesù Cristo.
Spesso noi ci consideriamo dei buoni cristiani che amano il Signore, perché cerchiamo di non commettere peccati, e va bene, facciamo tante preghiere di lode a Dio e di nostre richieste, e va bene, partecipiamo ai sacramenti, e questo va bene, spesso restiamo in adorazione in chiesa, ma forse questo non è sufficiente per dire che amiamo veramente il Signore.
Allora, cosa dobbiamo fare per amare veramente Gesù? Ce lo dice Lui mstesso nelle prime parole del Vangelo odierno: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Per amare il Signore non bastano le nostre frequenti preghiere, non è sufficiente frequentare i sacramenti, ma per amare veramente il Signore dobbiamo ascoltare e vivere, mettere in pratica la sua parola. Noi ci riteniamo cristiani solo perché preghiamo e frequentiamo i sacramenti, o ci riteniamo cristiani perché oltre fare queste cose, mettiamo in pratica e viviamo sempre le parole di Gesù, compreso il perdono degli altri e l’essere sempre pronti ad amare tutti?
Solo mettendo in pratica tutte le parole di Gesù, solo allora Dio Padre dimorerà dentro di noi, e ci riempirà del suo amore e della sua pace: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”, ci dona la presenza della sua Misericordia, dell’Amore e della Pace.

Torna ai contenuti