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Domenica delle Palme

Liturgia della Parola > Quaresima > Settimana Santa
Domenica delle Palme

Con la Domenica delle Palme siamo alla fine del nostro cammino quaresimale, e già intravediamo il Golgota con la Croce e con il sepolcro da cui è risorto Gesù, e all’orizzonte vediamo anche il Tabor, il monte nel quale Gesù si mostra Trasfigurato, e oggi iniziamo la grande settimana, che per noi cristiani è la settimana più importante: la Settimana Santa.
Come abbiamo sentito all’inizio di questa Liturgia, Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme. La gente applaude, agita in alto i rami strappati dalle palme e dagli ulivi, come abbiamo cercato di fare anche noi portando le palme e i rami di ulivo, e la gente stende i propri mantelli al passaggio del Maestro di Galilea: è una piccola gloria umana, prima che succeda il disastro finale, che mediteremo tra pochi istanti con la lettura della Passione.
Gesù è il Re, e non entra a Gerusalemme a cavallo di un puledro bianco, come i potenti; non ha soldati al suo fianco che lo proteggano, non c’è alcuna autorità che lo riceve: entra in città cavalcando un ridicolo asinello, e ricorda a noi, che siamo malati di protagonismo, ricorda a noi che la gloria degli uomini è inutile e breve.
E questo re che entra a Gerusalemme, impotente e mite, tenero, affaticato, umile, ci mette davanti al suo supplizio della Croce, e ci fa capire che uno salva la sua vita solo se è disposto a donarla.
Osanna, figlio di Davide, Osanna da noi tuoi figli poveri e illusi, da noi tuoi figli feriti e mendicanti, Osanna re dei poveri, protettore dei falliti, Osanna! Riconosciamo in te l’unica ragione di vivere. Osanna, maestro amato.

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