Domenica delle Palme - Sito di don Antonello

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Domenica delle Palme

Liturgia della Parola > Tempo di Quaresima
Domenica delle Palme

La Liturgia odierna, che ci mostra l’ingresso di Gesù a Gerusalemme,  ci può sembrare un po’ strana, perché ci mostra che Gesù è acclamato, e subito dopo viene crocifisso.
All’inizio della celebrazione c’è la benedizione delle palme, che ci ricorda l’ambiente di festa e di gioia all’ingresso del Signore a Gerusalemme, con tante persone che, al suo passaggio, sventolano rami di palme e di olivo, e stendono per terra i loro mantelli come segno che sono disponibili ad accoglierlo nella propria vita. Inoltre, la palma, nella tradizione giudaica, era il segno dell’uomo giusto, e la palma benedetta che teniamo nelle mani, deve essere il segno che vogliamo accogliere il Signore e vivere con impegno la nostra vita cristiana.
Ma questa liturgia non ci ricorda solo che dobbiamo gioire per la gloria del Signore, ma ci viene mostrata anche la sofferenza. Infatti, nel vangelo, ci viene presentato il racconto della passione e morte di Gesù. Gioia e Croce: è questo il messaggio che oggi la liturgia ci presenta. Le persone che lo hanno osannato, purtroppo, sono le stesse che poi hanno chiesto che fosse crocifisso. E tra quelli che lo hanno condannato, ci siamo anche noi.  Questa è stata la vita di Gesù: accolto, osannato e rifiutato.
Ma questa è anche la realtà del mondo di oggi: Gesù che è acclamato, e subito dopo viene oltraggiato, nella Eucarestia, nelle immagini  e nei cristiani che spesso subiscono torture e persecuzioni, anche da parte di altre religioni.
Questa realtà che Gesù ha vissuto 2000 anni fa possiamo dire che sia l’immagine della vita di ciascuno di noi. Quante volte noi abbiamo osannato Gesù, e subito dopo lo abbiamo rifiutato e crocifisso con la nostra vita? Nei momenti della gioia e della tranquillità esclamiamo che siamo disposti a seguirlo, ma, al momento della croce e della sofferenza, ci tiriamo indietro. È facile seguirlo in certi momenti che non ci richiedono grandi rinunce, ma è molto difficile seguirlo sul Calvario, fino ad offrire noi stessi. Quando Gesù entra a Gerusalemme viene “glorificato” dalla gente che è in festa, ma la vera “gloria” la raggiunge sulla Croce, quando offre se stesso per salvare ciascuno di noi. Seguiamolo anche sul Calvario, sapendo offrire noi stessi a Dio e ai nostri fratelli, per poter essere “glorificati” anche noi ed accogliere la salvezza che il Signore ci ha donato e ci dona continuamente. Nella nostra vita, cerchiamo di avere sempre, tra le nostre mani, la palma della giustizia e dell’amore.
“L’ho glorificato e lo glorificherò ancora”, attraverso la Croce.

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