3 domenica Avvento - Sito di don Antonello

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3 domenica Avvento

Liturgia della Parola > Tempo di Avvento
3 domenica di Avvento


Noi leggiamo tante notizie sui giornali, siamo influenzati molto anche dalle tristi e dolorose vicende che ci vengono presentate dai telegiornali, con tanti atti di terrorismo: ci troviamo anche noi in diretta con tutti gli avvenimenti che succedono nel mondo. Anche noi siamo presenti in questi avvenimenti, e ci troviamo in contemporanea a New York durante le stragi, o in altri luoghi del mondo dove succedono disastri. Anche noi viviamo queste situazioni che sono buie e tristi, e non riusciamo a vedere uno spiraglio di luce.
Questa terza domenica di Avvento ci parla di gioia, di esultanza, come ci mostra anche il paramento che stiamo usando, che oggi non è viola, ma è rosaceo, meno penitenziale. Isaia dice “io gioisco pienamente nel Signore”, e anche Maria, come troviamo nel Salmo, che ci espone il canto del Magnificat, esclama “l’anima mia magnifica il Signore”, e ci esorta a essere lieti e gioiosi anche il brano di Paolo, che ci dice: "Fratelli siate sempre lieti, …, in ogni cosa rendete grazie”. Anche noi possiamo avere la vera gioia, se siamo orientati verso il Signore, e solo così saremo immagine di Dio. Lo spiraglio di Luce che ci fa vedere con occhi nuovi le realtà e le vicende che accadono nel mondo, sta venendo, anzi, questa Luce è già qui: è Cristo.
Il brano del Vangelo odierno ci dice che “venne un uomo mandato da Dio, per rendere testimonianza alla luce”. È Giovanni il Battista che non doveva parlare della potenza di Dio, ma che doveva dare testimonianza alla luce, al Messia. Giovanni infonde la speranza, perché l'uomo e la storia vadano verso una vita più luminosa: dobbiamo guardare la luce che sorge, come guardiamo al mattino il sole che nasce e che sembra inferiore alle tenebre che avvolgono il mondo, ma che è un sole vincente. Questa Luce, questo Sole, Dio, devono essere gioia per noi, e devono rischiarare le tenebre in cui ci troviamo.
Da Giovanni si presentano sacerdoti e leviti che per tre volte gli chiedono “tu, chi sei?”, e Giovanni risponde che non è lui il Cristo, che non è Elia, che non è nessuno dei profeti, ma che lui è solo la voce: “io sono voce di uno che grida nel deserto, …, in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete”, che è Gesù Cristo.
Anche a noi cristiani è affidato lo stesso compito di Giovanni: dobbiamo essere “voce” di Dio, voce di speranza, non dobbiamo annunciare il degrado, lo sfascio, il peccato che vediamo intorno a noi, ma dobbiamo essere testimoni, martiri di un Dio che è innamorato dell’uomo, che è innamorato di ciascuno di noi.
Tutti noi siamo chiamati a essere testimoni di luce per gli altri: cerchiamo di essere sempre testimoni della Pace e dell’Amore di Dio, e allora, con la nostra vita, saremo anche noi luce del mondo, perché mostreremo l’Amore di Dio.

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