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8 domenica Ordinario

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8 domenica Ordinario

Quando sentiamo il Vangelo non restiamo mai indifferenti, perché subito, nel nostro cuore, ci sono atteggiamenti che ci spingono ad accettarlo o a rifiutarlo. Il brano del Siracide ci parla della fornace che vaglia, che sceglie gli oggetti preparati dal vasaio, e allo stesso modo, anche il Vangelo è come una fornace, perché con il Vangelo noi dobbiamo formare le nostre parole, i nostri pensieri e il nostro cuore.
Nella nostra società sentiamo tanti discorsi inutili, vedendo tanta violenza ci sembra di essere in un mondo che ormai è senza cuore, che è privo di sentimenti per gli altri, in un mondo che è pieno di egoismo.
Il brano del Siracide ci deve far riflettere sulla importa delle parole che usiamo, perché le nostre parole rivelano quello che c’è nel profondo del nostro cuore, perché “la parola rivela i pensieri del cuore”. Ispirati da Dio, dobbiamo capire quanto è importante o pericoloso il nostro parlare, e molte volte sarebbe più importante tacere.
Anche noi spesso usiamo parole contro gli altri, e sono parole che distruggono le altre persone, che avviliscono gli altri e non costruiscono. E queste parole nascono da un cuore cattivo, perché feriscono anche le persone vicine a noi, o non abbiamo il coraggio di dire una parola di comprensione a chi ha bisogno del nostro aiuto: siamo capaci parlare solo di noi sessi, dei nostri guai e dei nostri problemi
Quando cerchiamo di correggere gli altri per qualcosa che noi riteniamo ingiusta o sbagliata, allora ci sentiamo maestri, ci consideriamo dei giudici giusti, se c’è da giudicare l’altro. Gesù ci mostra che dobbiamo occuparci prima di tutto della nostra perfezione e poi di quella degli altri, perché vedere il male che c’è negli altri è facile, ma è più difficile vedere il male che c’è in me e correggerlo. Spesso preferiamo correggere e far migliorare chi ci sta vicino: se pensassimo prima a migliorare noi stessi, ci sarebbe più pace e più concordia nella nostra casa e negli ambienti che frequentiamo quotidianamente.
Un cieco non può guidare un altro cieco, altrimenti cadranno tutti e due in un fosso, ci dice Gesù, se abbiamo una trave nel nostro occhio non possiamo togliere la pagliuzza che è nell’occhio del nostro fratello, e se noi nel nostro cuore abbiamo la violenza, l’odio, non possiamo essere guide degli altri: è necessario che prima ci convertiamo e diventiamo immagine dell’amore di Dio.
“L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male”.

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