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2 lunedì Avvento

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Gesù insegna e opera guarigioni e alcuni uomini cercano di portare da lui un paralitico, ma non potevano passare dall’ingresso, perché era occupato dalle persone che erano presenti, e allora lo calarono con il lettuccio dal tetto, davanti a Gesù, nel mezzo della stanza.
Forse in questo paralitico c’è stata grande delusione, perché si era presentato a Gesù per essere guarito, e il Signore, come lo vede gli dice “ti sono perdonati i tuoi peccati”. Gesù, con questa espressione, dice chiaramente che la cosa più importante nella nostra vita, non è la salute fisica, ma quello che è importante è il perdono di Dio.
Se ci fossimo stati noi al posto del paralitico forse avremmo preteso immediatamente la guarigione. Noi tante volte preghiamo, chiediamo al Signore un aiuto concreto per i problemi che abbiamo. E ci aspettiamo sempre una risposta secondo le nostre aspettative: lui deve ascoltare le nostre difficoltà e le deve risolvere subito.
Al termine di questo episodio Gesù guarisce fisicamente il paralitico, ma ci mostra qualcosa di più importante, che noi spesso dimentichiamo di chiedere: il perdono dei peccati. Gesù, "Vedendo la loro fede, disse: 'Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati". E’ questa la guarigione che è più importante.
I nostri problemi, le nostre difficoltà, le nostre malattie, una volta che sono state superate e risolte, possono tornare ancora e noi torniamo a essere quelli di prima. Il problema vero, che condiziona tutta la nostra vita, non è la malattia o le mie difficoltà, ma il problema vero è il peccato, e Gesù può liberarci da questo male profondo, può liberarci dalla malattia del cuore.
Alla fine di questo brano, tutti lodavano Dio dicendo “Oggi abbiamo visto cose prodigiose”: è quello che dovremmo esclamare anche noi, quando il Signore ci guarisce dalla malattia del cuore, dal nostro peccato, che è un male nascosto e profondo, perché ci allontana da Dio e dai fratelli. “Oggi abbiamo visto cose prodigiose”.

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