5 giovedì Quaresima - Sito di don Antonello

Sito di don Antonello
Vai ai contenuti

5 giovedì Quaresima

Liturgia della Parola > Quaresima > Quaresima 5 settimana
5 giovedì di Quaresima

Gesù cerca in tutti i modi di dialogare con i giudei, perché vuole aiutarli a credere in lui, ma inutilmente, e il brano del Vangelo odierno inizia con le parole di Gesù che esclama “se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”.
A questa affermazione i giudei presenti si sono irritati, perché affermano che il loro padre Abramo e tutti i profeti sono morti, e rivolti a Gesù esclamano “Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?”, e lo trattano da indemoniato.
Gesù per loro è un presuntuoso che pretende di essere addirittura più di Abramo, il padre nella fede, ed è anche contro Dio e contro la Legge, perché riferendosi a sé, Gesù usa il termine “Io sono”, che è il nome di Dio, con il quale il Signore si era presentato a Mosè per mandarlo a liberare il popolo dalla schiavitù egiziana (chi dirò che mi ha mandato, chiede Mosè, e Dio dà il suo nome, e dice: “Io Sono” mi ha mandato a voi).
Non bisogna stare chiusi alle proprie idee e alle proprie convinzioni, ma dobbiamo aprire in nostro cuore sempre verso l’avanti, senza mai fermarci. Dobbiamo uscire dalle nostre idee troppo standardizzate, troppo rigide e chiuse, dobbiamo uscire dalle nostre convinzioni riguardo a Dio, riguardo alla salvezza, alla vita eterna, alla volontà di Dio… Dio è senz’altro più grande delle nostre idee e delle nostre convinzioni religiose… Dio non si può rinchiudere dentro i limiti stretti del nostro cervello.
Apriamo il nostro cuore e cerchiamo di non chiuderci dietro le nostre idee, dietro le nostre convinzioni, dietro le nostre sicurezze, anche quelle riguardanti Dio e Gesù! In questi pochi giorni che ormai ci separano dalla celebrazione della Pasqua, cerchiamo di avere il coraggio di ascoltare veramente la Parola del Signore, gioendo nel nostro cuore, perché la Quaresima non è solo tristezza, ma è anche gioia: la gioia che ci viene dal sapere che siamo stati redenti e che siamo pienamente dei veri figli di Dio.
“Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore”.

Torna ai contenuti