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2 martedì Avvento

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2 martedì Avvento

Se la caratteristica della prima domenica di Avvento era la "vigilanza", in questa settimana siamo invitati alla conversione, a guardare il nostro cuore per capire cosa dobbiamo cambiare per prepararci meglio al Natale e per accogliere sempre il Signore nella nostra vita. Il Signore passa tutti giorni, passa continuamente nella nostra vita. Dice l'Apocalisse "Io sto alla porta e busso: se uno mi apre verrò a lui e farò festa con lui". Il Signore passa. Sant'Agostino diceva "Temo il Signore che passa, perché ho paura di non accorgermi del suo passaggio". Dobbiamo essere vigilanti, e nello stesso tempo dobbiamo preparare il nostro cuore ad accoglierlo. Oggi, e in tutta la settimana, siamo chiamati a convertire il nostro cuore, la nostra vita.
Nella prima lettura ci viene ripetuta la stessa parola che Giovanni Battista ci diceva domenica, nel Vangelo: "Nel deserto preparate una via al Signore; abbassate i monti e colmate le valli". Questa parola ha tanto da dirci, perché il nostro cuore, la nostra vita, a volte è una valle, ha dei burroni da colmare, e certe volte è da spianare, perché le nostre montagne sono troppo alte. Quali sono le valli da colmare, i burroni che abbiamo e le montagne da abbassare?
Le valli da colmare sono le nostre insufficienze, le nostre mancanze, le nostre debolezze, le nostre fragilità, tutte quelle situazioni in cui crediamo di non riuscire a fare quello che il Signore ci chiede, tutte quelle situazioni in cui siamo mancanti con il nostro peccato e con le nostre fragilità. Per colmare queste valli dobbiamo fidarci del Signore, dobbiamo lasciare che sia lui a colmare le valli e i burroni che abbiamo nella nostra vita, attraverso la sua misericordia e la sua grande bontà, che non guarda le nostre mancanze, ma, anzi, quando ci dimostriamo piccoli e sappiamo di non farcela senza di lui, è lui che viene a colmare il vuoto che c'è in noi.
Le montagne da abbassare sono le nostre superbie, il nostro orgoglio, il nostro pensare di essere così autosufficienti, da dire al Signore "non ho bisogno di te": è importante fare un esercizio di umiltà. L'umiltà è il cuore per accogliere il Natale del Signore, perché il Signore si fa umile e piccolo, e per accoglierlo, anche noi dobbiamo farci umili e piccoli. Dobbiamo abbandonare tutte le nostre superbie, il nostro pensare di poter fare tutto senza di lui. Come la pecorella smarrita, dobbiamo imparare a lasciarci trovare dal Signore, che viene a cercarci per salvarci.
Questo è il Natale! Dio, l'Altissimo, l'Onnipotente, si fa piccolo e viene a cercare noi se siamo piccoli: lui viene a prenderci in braccio, a risollevare la nostra debolezza e il nostro peccato che ci ha allontanato da lui. Tutto questo ci proietta alla caratteristica della settimana prossima: la gioia. Il Signore viene per donarci la sua gioia. L'annuncio di Isaia ("sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie in Sion") è lo stesso annuncio che ci fa il Vangelo: il pastore che trova la pecora, fa festa perché ha trovato la sua pecorella smarrita. La gioia sarà l'esplosione che avverrà in noi il giorno di Natale, perché, veramente, il Signore viene a salvarci.

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