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Santissima Trinità

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Santissima Trinità
 In questa domenica, per la nostra riflessione, la Liturgia ci fa contemplare Dio-Trinità: un solo Dio in tre Persone, cioè ci viene mostrata la famiglia divina. Santissima Trinità: un mistero per noi incomprensibile e inspiegabile dal punto di vista umano, anche se tante volte abbiamo cercato di darci una spiegazione. Parlare della Trinità è molto difficile, ed è difficile capire questo unico Dio che è in tre Persone; però tutta quanta la nostra giornata, già dal mattino, quando ci tracciamo il segno della croce, è un atto di fede nella Trinità, perché ci tracciamo il segno di croce nel nome del Padre, nel nome del Figlio, nel nome dello Spirito Santo. Quando facciamo le nostre preghiere e recitiamo il Gloria al Padre, testimoniamo la nostra fede nella Trinità; abbiamo iniziato anche questa Santa Messa tracciandoci il segno della croce nel nome della Trinità; abbiamo recitato il Gloria a Dio nell'alto dei cieli, a questo Dio che è in tre Persone: gloria a Dio Padre, a Dio Figlio, a Dio Spirito. Subito dopo faremo la nostra professione di fede recitando il Credo, dichiarando la nostra fede nella Santissima Trinità.
Anche la nostra vita deve essere guidata, illuminata dalla Trinità: Dio si era mostrato Padre nei confronti del popolo Ebreo che si era scelto, e, ancora oggi, si mostra Padre anche per ciascuno di noi, e ci fa sperimentare la sua presenza quando ci troviamo in mezzo a tanti problemi e situazioni difficili.
La Trinità ci mostra Dio Padre, ma ci mostra anche Dio Figlio, Gesù, che è stato inviato dal Padre per comunicarci la salvezza attraverso la sua morte in Croce e la sua Risurrezione, mistero che abbiamo celebrato poco tempo fa. Prima di salire nuovamente al Cielo, Gesù, aveva incoraggiato i suoi discepoli, annunciando che avrebbe inviato loro lo Spirito Santo, il Consolatore, la terza persona della Trinità, che abbiamo celebrato domenica scorsa. Dio è famiglia, non è solitudine: è Padre, è Figlio, ed è Spirito Santo, che è come il respiro d’amore che il Padre e il Figlio comunicano a tutti noi.
Per mezzo dello Spirito possiamo rivolgerci a Dio chiamandolo con il titolo di "Abbà", "Padre", come ci dice Paolo. Dio è Padre, "Papà", come diremo successivamente, recitando il Padre Nostro. Cerchiamo di avere sempre nel nostro cuore questa presenza della Trinità, considerando Dio Padre che ci ama e che ci ha inviato suo Figlio Gesù per essere la nostra salvezza, e che ci invia il dono dello Spirito Santo, per darci la forza e la pace.
Gli Apostoli erano 12, ma poi Giuda si è allontanato con il suo tradimento, e sono rimasti in 11, come ci dice l’inizio del brano del Vangelo (“gli undici discepoli andarono in Galilea”): c’è stato un posto libero da riempire. Dio è famiglia, e anche noi dobbiamo essere famiglia. Ciascuno di noi è chiamato, e possiamo essere il dodicesimo apostolo, e dobbiamo annunciare e vivere il Vangelo con la nostra vita.
“Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

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