Corpo e Sangue di Cristo - Sito di don Antonello

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Corpo e Sangue di Cristo

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
Corpo e Sangue di Gesù


Il brano dell’Esodo (prima lettura) ci mostra Mosè che propone al popolo le Parole e le norme del Signore, e il popolo, a una sola voce, esclama “Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo”, e accetta di vivere nell’Alleanza con Dio. È questa, la prima alleanza che Dio stabilisce con l’uomo, e questa Alleanza viene sancita da Mosè offrendo dei sacrifici a Dio e aspergendo il popolo con il sangue degli animali sacrificati.   Attraverso il sangue di animali viene suggellata la prima alleanza tra Dio e l’uomo, e Mosè, quando asperge il popolo, pronuncia queste parole “Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi”.
Questa stessa frase di Mosè sarà ripetuta da Gesù durante la sua Ultima Cena, ma la ripete con una variante molto importante: non dice solamente “Ecco il sangue dell’alleanza”, ma precisa “Questo è il MIO sangue dell’Alleanza”, frase che sentiamo e recitiamo quotidianamente durante la celebrazione eucaristica: “Questo è il mio corpo, …, Questo è il mio sangue”. È, questa, la seconda Alleanza che Dio stabilisce con ogni uomo, attraverso il Sangue di Gesù: Dio pensa sempre a noi, ci vuole trasformare, e ci dona la sua stessa vita.
Spesso, noi, quando riflettiamo sull’Ultima Cena, siamo un po’ tristi, perché pensiamo subito alla sua Passione e Morte, essendo l’ultima cena che Gesù fa con i suoi discepoli prima della sua crocifissione, ma Gesù trasforma questa Cena di dolore, e la trasforma in una festa, trasforma questa cena di morte, in una celebrazione della vita. L’evangelista Giovanni, al capitolo 13, al primo versetto, ci dice queste parole “Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine”. Ecco cosa è l’Eucarestia: è l’amore totale di Dio, è l’amore di Gesù per tutti noi, Gesù vuole restare con noi.
Ricevendo l’Eucarestia, noi riceviamo Dio, e dobbiamo condividerlo tra noi. Quando partecipiamo alla celebrazione eucaristica, questa celebrazione, alla quale certe volte partecipiamo passivamente, questa celebrazione ha valore solo se l’amore del Padre che riceviamo, lo comunichiamo agli altri, questa celebrazione ha valore solo se cantiamo, se preghiamo, se ascoltiamo e viviamo la Parola di Dio, vivendo il gesto della pace che, in seguito, siamo invitati a scambiarci.
Questa Nuova Alleanza è l'amore che Cristo ci dimostra sulla croce, e che lo Spirito riversa nei nostri cuori: questa nuova alleanza è l’amore, è il vivere in comunione con Dio e con i nostri fratelli. Se vogliamo vivere veramente questa Nuova Alleanza, siamo chiamati a essere in comunione con Dio e con tutti i nostri fratelli. L’Eucarestia è un dono che ci è stato elargito, e, nutrendoci della Eucarestia, anche noi dobbiamo diventare un dono per Dio e per gli altri, a immagine di Gesù, dono di amore.
San Giovanni, nella sua prima Lettera, al capitolo 4, ci esorta all’amore, non solo verso Dio, ma anche verso i nostri fratelli. Tutti noi amiamo Dio, e questo ce lo mostra il fatto che ogni domenica partecipiamo alla Eucarestia, e crediamo in Lui, anche se non lo vediamo, ma Giovanni ci dice che se diciamo di amare Dio e odiamo i nostri fratelli, siamo dei bugiardi, siamo delle persone false, e, continua Giovanni al versetto 20 del cap. 4 della sua prima lettera: “Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede”. Se agiamo in questo modo, anche se ci nutriamo della Eucarestia, mistero d’Amore, noi certe volte non amiamo né Dio né i nostri fratelli.
Prendendo Gesù come esempio, anche noi dobbiamo essere un dono per Dio e per gli altri. Il Corpo e il Sangue di Cristo ci devono trasformare in amore, in dono totale di noi stessi.
“Io sono il pane vivo disceso dal cielo: se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”.

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