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Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
Santissimo Corpo e Sangue di Gesù
Oggi celebriamo la Solennità del Corpo e Sangue di Cristo. È una solennità che risale al 1200, quando venne istituita per rendere gloria al mistero di Cristo che si è incarnato ed è voluto restare come nutrimento per tutti quanti noi nel sacramento della Eucaristia. È una solennità che è stata voluta come segno della fede di ciascun cristiano che in quella Ostia consacrata c'è il Corpo di Cristo e che il Vino consacrato è il Sangue di Cristo che è stato versato per tutti quanti noi.
Parlando alla folla, Gesù disse " Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno". Una parola centrale e importante di questa frase di Gesù è la parola "vita": "Io sono il pane vivo", "vivrà in eterno". Che cosa ha a che fare con me questo Pane di Cristo? La risposta di Gesù è molto semplice, e ci dice "Io ti faccio vivere".
Tutti noi cerchiamo di avere Gesù come il nostro pane quotidiano, e a noi Gesù offre un accrescimento, una intensificazione della vita. Cosa vuol dire che Gesù Cristo deve essere il nostro pane quotidiano? Innanzitutto vuol dire che io devo prendere la sua vita buona e beata come modello della mia stessa vita. L'immagine della vita di Gesù deve essere l'immagine della mia vita, e devo vivere la mia vita imitando Gesù.
Dobbiamo mangiare e bere la vita di Gesù Cristo, e questo accade quando ci nutriamo della Eucaristia che è il Corpo di Cristo, ma, io mangio e bevo la vita di Cristo anche quando nella mia vita cerco di vivere la sua stessa vita, e anche io sono generoso di amore, mangio e bevo la vita di Cristo  se cerco di costruire la pace, se ho fame di giustizia, mangio e bevo la vita di Cristo se conservo un cuore puro e libero, se non vivo solo per me stesso: allora nella mia vita mangio e bevo la vita stessa di Cristo. Se cerco di vivere la mia vita come Gesù ha vissuto la sua, allora anche io acquisto una vita che supera la morte, come Gesù.
Nel brano del Deuteronomio, Mosé parlando al popolo dice "ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ci ha fatto percorrere in questi quarant'anni", e anche a ciascuno di noi oggi viene rivolta questa stessa parola: "Ricordati"; "ricordati dell'amore di Dio, ricordati di Dio che si è interessato a te". Il Corpo e il Sangue di Cristo sono segno dell'amore di Dio per tutti quanti noi. Accostiamoci sempre con fede e con amore a nutrirci di Gesù Cristo, nella Eucarestia (Corpo e Sangue di Gesù), accostiamoci sempre con amore quando ci nutriamo di Cristo nella sua Parola.
Continuando il discorso Gesù dice anche " Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui": nutrendoci di Gesù noi siamo inseriti in lui, e lui è dentro di noi. Gesù vive in me, e io vivo in lui. Nel momento della Incarnazione, il Verbo di Dio è sceso nel grembo di Maria e si è fatto uomo, e anche ora continua a realizzarsi questo mistero della Incarnazione, perché il Verbo di Dio (Gesù) continua a venire e a rimanere nei credenti, rimane in ciascuno di noi, e ci riempie del Vangelo e della vita divina, e rende la nostra vita più intensa, più vasta, più ampia della nostra semplice esistenza umana, e rende la nostra vita più intensa, perché Dio è in noi, perché Dio è in me. Il mio cuore assorbe Dio, Dio assorbe il mio cuore, e diventiamo una sola cosa. Infatti ci dice Paolo che "poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane", che è Cristo. Siamo un solo corpo, sempre uniti con Gesù, con Dio e con i nostri fratelli.
Essendo un’unica realtà con Dio, anche io nella mia vita devo diventare un pezzo di pane buono, pezzo di pane per le persone che amo, per le persone che mi sono vicine, e anche per quelle persone che sono lontane.

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