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3 Pasqua

Liturgia della Parola > Tempo Pasquale


3 domenica Pasqua

Senz'altro stiamo vivendo in un periodo che molte volte ci sconvolge perché vediamo che il male domina all’interno della nostra società, e che, forse, si sviluppa anche nelle nostre famiglie e dentro di noi. Tante nazioni, per il dominio e il potere, entrano in guerra tra di loro, nelle comunità cresce sempre più la violenza sugli atri, con furti e assassinii; anche all’interno delle nostre famiglie qualche volta abbiamo problemi di convivenza con gli altri, e, se esaminiamo noi stessi, nel nostro cuore troviamo odio, egoismo e poca apertura verso gli altri: riconosciamo che anche in noi è presente il male, il peccato. E anche nella natura, vediamo che tante volte capitano tanti incidenti naturali che, forse, sono causati anche dalla colpa dell’uomo, come inondazioni, crollo di case, di ponti … . E tutto questo ci fa paura, ci sconvolge. Purtroppo, tutto il male, sia nella natura che in noi uomini, è stato provocato dal peccato, che ci ha allontanati da Dio e ha creato questa situazione nel mondo.
Il nostro peccato ci turba, senz’altro, ma non dobbiamo scoraggiarci, perché Giovanni, nel brano della sua prima lettera, ci incoraggia dicendoci che “se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paraclito presso il Padre, Gesù Cristo il giusto”. Con il nostro impegno e con la buona volontà, anche il nostro peccato può essere cancellato, possiamo essere anche noi dei “risorti”. Possiamo essere persone nuove, e, rispettando le cose, anche la natura può essere diversa.
Quando parliamo del nostro peccato, pensiamo solo al nostro orgoglio, all’odio, alla mancanza di perdono, al fatto che siamo scontrosi e altre mancanze del genere. Noi tante volte accusiamo gli ebrei che hanno fatto crocifiggere il Signore, come evidenzia Pietro nel brano degli Atti, prima lettura, ma l’accusa che Pietro rivolge agli ebrei che lo hanno rinnegato e condannato alla Croce, questa accusa è rivolta anche a tutti noi, perché in quel momento a chiedere la sua crocifissione c’eravamo anche noi, e lo abbiamo crocifisso, e continuiamo a crocifiggerlo anche oggi, con il nostro peccato. I colpevoli della sua morte siamo anche noi che continuiamo a crocifiggerlo con i nostri peccati.
Prima del brano del Vangelo odierno, Luca ci mostra l’incontro di Gesù risorto con due discepoli che tornano delusi e sconvolti a Emmaus. Questi due discepoli ascoltano la sua parola, dalla quale si lasciano illuminare, e lo scoprono come Risorto nella frazione del pane: gustano la sua presenza e trovano riposo in Gesù, e sentono che hanno bisogno di lui, ed esclamano: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”. Bellissima preghiera che gli rivolgono e che tutti noi dovremmo rivolgere al Signore, perché anche noi abbiamo paura, abbiamo bisogno di avere il Signore al nostro fianco perché da soli non riusciamo a concludere nulla di buono nella nostra vita, abbiamo bisogno della sua presenza per poterlo vedere anche in mezzo ai disastri e nelle situazioni difficili che viviamo. Anche in mezzo a questa pandemia, Gesù è presente tra di noi e ci richiama perché ritorniamo a Lui.
Quando Gesù Risorto entra dove sono riuniti i suoi discepoli, la prima frase che pronuncia è “Pace a voi”: il dono che viene prodotto nei discepoli dalla sua Resurrezione è la Pace, e la Pace è anche il dono che viene dato a ciascuno di noi se lo sentiamo, se lo viviamo come presente, come Risorto, al nostro fianco. È solo Lui che illumina la notte, le tenebre nelle quali ci troviamo; è solo Lui che ci offre la Pace, la vera Pace, che non è solo la mancanza di guerre e di contrasti, ma che è la presenza di Dio dentro ilo nostro cuore. La Pace è Dio. Se abbiamo Dio dentro di noi, nel nostro cuore ci sarà la vera Pace, e saremo testimoni del suo Amore, della sua Misericordia, del suo perdono nei confronti di ogni nostro fratello: “Pace a voi!”.
“Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto”.

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