Sacratissimo Cuore di Gesù - Sito di don Antonello

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Sacratissimo Cuore di Gesù

Liturgia della Parola > Tempo Ordinario
Sacro Cuore di Gesù
Se dovessimo chiederci quale potrebbe essere una parola che riassuma e sintetizzi tutta quanta la Storia della Salvezza, potremmo dire che questa parola è “Amore”. In tutta quanta la storia della salvezza c'è l'amore di Dio nei confronti dell'umanità: Dio ha amato Abramo, che doveva formare il popolo ebreo, ha amato il suo popolo, ha amato i profeti, e ama anche ciascuno di noi, per mezzo dell'incarnazione, passione, morte e risurrezione di Gesù. Questo amore e questa misericordia di Dio sperimentiamo che sono presenti ancora oggi, nei confronti di ciascuno di noi.
Troppo spesso parliamo dell'amore di Dio, e forse qualche volta anche noi abbiamo messo in dubbio la realtà di Dio che ama l'uomo, e lo mettiamo in dubbio, principalmente, quando Dio non realizza quelle che sono le nostre idee, le nostre aspettative, quando ci capita qualcosa che non avremmo voluto, e ci viene da dire "Dio, dove era?". Talvolta mettiamo in dubbio il suo amore, quando non realizza le nostre preghiere. Non sempre interpretiamo tutto quanto come amore di Dio. Anche la nostra sofferenza è segno che Dio ci ama e ci vuole salvi, uniti a Lui. Questa Solennità del Sacro Cuore, è la solennità dell'Amore. Oggi non siamo chiamati a venerare il Cuore di carne di Gesù, perché non ce lo abbiamo, ma, celebrando questa solennità, dobbiamo meditare su quell’elemento che è presente nel Cuore di Gesù, cioè il suo Amore che è stato capace di offrire se stesso sulla Croce, per la nostra salvezza.
La prima Lettura ci parla dell'atteggiamento di Dio nei confronti del suo popolo, che viene considerato un fanciullo che Dio ama: "quando Israele era un fanciullo, io l’ho amato, e dall'Egitto ho chiamato mio Figlio"; il popolo ebreo è il figlio di Dio, che Lui chiama dalla schiavitù dell'Egitto, portandolo verso la libertà. Ci sono tante parole che indicano questo sentimento di affetto da parte di Dio nei confronti del suo popolo e nei confronti dell'uomo: Dio tiene per mano il suo popolo, tiene per mano ciascuno di noi, ha sentimenti di bontà, di amore, con il suo popolo, con ciascuno di noi, perché siamo i suoi "bimbi" che Lui porta con tenerezza alla sua guancia, e si china verso di noi, per aiutarci a superare tutti quanti i nostri problemi, anche quando le cose non vanno come noi vorremmo che andassero. I piani di Dio sono diversi dai nostri. Questo amore di Dio nei confronti dell'umanità, nei confronti di ciascuno di noi, si realizza pienamente nel Sacrificio di Cristo.
Il brano del Vangelo ci presenta la Croce: Gesù, sulla croce, viene trafitto dalla lancia, perché la croce è il grande mistero dell'amore di Dio Padre nei confronti dell'umanità e di ciascuno di noi. È questa la realtà che dobbiamo considerare. L'amore di Dio non si manifesta nel trono su cui uno si può sedere per dominare, ma l'amore di Dio si manifesta nella croce, nella sofferenza, nel dolore: questo deve essere un insegnamento per tutti noi, che tante volte nelle difficoltà crediamo di non essere amati da Dio (perché questa malattia, perché questa sofferenza? - ci diciamo - è segno che Dio non mi ama). Anche la croce, anche la sofferenza è segno dell'amore di Dio, e dovremmo avere occhi e orecchie per sentire l'amore di Dio in tutta quanta la nostra vita. La Solennità del Sacro Cuore di Gesù, si manifesta attraverso la Croce, attraverso la Morte, attraverso la sua sofferenza.
Celebrare questa solennità non vuol dire che dobbiamo solo contemplare il Cuore di Gesù che ha amato e che ama ancora oggi ciascuno di noi, ma vuol dire che dobbiamo prendere esempio da Gesù, trasformando il nostro cuore in un cuore di amore che si dona agli altri, con il sorriso, con la gioia, con la pace. Il Sacro Cuore di Gesù per noi deve essere un esempio che ci spinge a trasformare completamente noi stessi in un altro Gesù che si offre. Anche il nostro cuore deve diventare un cuore di amore.

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