Ascensione del Signore - Sito di don Antonello

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Ascensione del Signore

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Ascensione del Signore


“Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro (gli apostoli), fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio”: con queste parole oggi Marco ci mostra la realtà della Ascensione di Gesù. Senz’altro, quando parliamo della salita, della Ascensione di Gesù al cielo, tutti noi abbiamo presente qualche immagine, qualche dipinto che ci mostra Gesù sopra un colle, attorniato dai discepoli, che sale fisicamente verso il cielo. Queste parole di Marco non devono farci pensare che sia avvenuto esplicitamente in questo senso, ma sono una metafora, sono parole allusive che non vogliono mostrarci come sia avvenuto, ma che ci portano a capire meglio cosa sia l’Ascensione di Gesù.
Nella prima lettura, dagli Atti degli Apostoli, parlando della Ascensione, ci viene detto che “mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi”. Questa frase ci aiuta a capire meglio cosa sia successo con l'ascensione. Gesù non è andato via, non ci ha lasciato da soli con i nostri problemi, ma si è sottratto ai nostri occhi, si è sottratto alla nostra vista. Ma è sempre con noi, anche se non lo vediamo agire fisicamente come lo vedevano gli apostoli: non è più presente fisicamente, ma continua ad essere presente in una maniera diversa, in una maniera più efficace. Non lo vediamo, ma ci parla quando leggiamo e meditiamo un brano della Sacra Scrittura, perché la Sacra Scrittura è la Parola di Dio, e la parola di Dio è Gesù stesso, che ci sta parlando anche ora, anche se non lo vediamo fisicamente: Lui è presente, vicino a noi.
Marco ci dice che Gesù, asceso al Cielo, “sedette alla destra di Dio”: alla destra di Dio, Gesù sedeva, regnava anche prima perché è una delle persone della Trinità, e non ha mai lasciato il seno del Padre, poiché era suo Figlio. Con la Ascensione c’è solo una cosa che cambia: chi sale al cielo non è solo il Figlio, ma è Gesù, il Figlio che ha la nostra stessa carne. Sale al cielo il Figlio che si è fatto uno di noi, con la nostra stessa carne, come abbiamo pregato nella Orazione iniziale, quando abbiamo detto che in Cristo asceso al cielo “la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi viviamo nella speranza di raggiungere Cristo”. Nei cieli non abbiamo solo un Dio, ma abbiamo un fratello che è seduto alla destra del Padre: è Gesù, asceso al Cielo con il nostro stesso corpo.
L’ascensione di Gesù, che oggi stiamo celebrando, è la celebrazione di due partenze: è la “partenza” di Gesù che ritorna alla destra del Padre con il nostro corpo umano, ed è anche la “partenza” degli apostoli, dei discepoli di Gesù, che sono inviati ad annunciare il Vangelo di salvezza in tutto il mondo. Infatti Gesù, prima della sua ascensione, rivolto ai suoi seguaci, li aveva esortati con queste parole: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura”. Questo invito di Gesù è rivolto agli apostoli ed è rivolto a tutta la Chiesa, e quindi è rivolto anche a ciascuno di noi.
Anche noi siamo invitati ad annunciare il Vangelo a tutti gli altri, senza distinzioni e senza fare categorie di persone, senza scegliere a chi annunciarlo e a chi non annunciarlo, e dobbiamo annunciarlo a tutti, con la nostra vita di amore, di pace, di misericordia, con la nostra vita di felicità, anche in mezzo alle situazioni tristi e dolorose in cui ci troviamo.
“Partiamo” anche noi ad annunciare il Vangelo della gioia, e facciamo fiorire sorrisi intorno a noi, anche se ci troviamo in un mondo nel quale sembra che la società sia crollata. Non scoraggiamoci se ci troviamo in una società che sembra rifiutare la presenza di Dio: non scoraggiamoci perché non siamo soli, ma il Signore ci accompagna nel nostro cammino, come ha fatto con il piccolo gruppo dei discepoli che iniziano la loro testimonianza: “allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro”.
Non restiamo anche noi a “guardare il cielo” per contemplare il Signore asceso, ma guardiamo anche la terra, per fare in modo che anche tutti noi uomini possiamo “ascendere”, salire alla destra di Dio Padre. L’Ascensione di Gesù ci indica che anche noi uomini dobbiamo essere sempre orientati ad andare verso Dio.
Prepariamoci anche a una terza “partenza”: la nostra. Dobbiamo “partire”, ascendere come Gesù, per andare anche noi verso Dio, nostro Padre.
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

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